Centrale di committenza per il Coros

L’unione dei Comuni ha approvato il nuovo istituto: gare e appalti saranno gestiti dall’ente

OSSI. L’Unione dei Comuni del Coros ha approvato la “Centrale di Committenza”. Con la Cuc la gestione delle gare d’appalto per lavori, servizi e forniture, superiori rispettivamente ai 150 mila e 40 mila euro, non sarà più un problema per i dodici Comuni che ne fanno parte. L’attivazione della Centrale permetterà, infatti, di gestire le proprie gare all’interno dell’ente locale. «Era uno dei punti previsti nella programmazione per il 2017 - ha commentato il presidente Franco Spada - e siamo arrivati al traguardo, che si aggiunge ai recenti buoni risultati del servizio Suape».

L’assemblea dei sindaci, con deliberazione del 24 ottobre scorso, informa una nota, ha così costituito la propria Centrale di Committenza a vantaggio dei Comuni di Cargeghe, Codrongianos, Florinas, Ittiri, Muros, Olmedo, Ossi, Ploaghe, Putifigari, Tissi, Uri, Usini. Sin dal 2012 era stato predisposto il regolamento, che poi ha trovato attuazione solo in questa fase. «Le direttive di legge sono diventate più incalzanti - ha osservato Spada - e dobbiamo dotare gli uffici di questo strumento fondamentale per poter bandire gare d’appalto relative a lavori, servizi e forniture».

Le soglie sono quelle fissate dalla legge: la Cuc è qualificata e operativa, curerà la gestione delle procedure d’appalto per l’acquisizione di servizi e forniture di importo superiore a 40 mila euro e di lavori di importo superiori ai 150 mila euro. Nei giorni scorsi i responsabili tecnici dei dodici Comuni si sono incontrati per conoscere i dettagli, studiare la convenzione e proporre eventuali modifiche e integrazioni. «Lo scopo della costituzione della Centrale, oltre l’adempimento di legge - ha spiegato il presidente - consiste nella creazione di una opportunità di miglioramento dell’efficienza delle realtà locali che si avvalgono di tale attività. Lo strumento potrà essere utile già immediatamente, visti gli appalti di lavori relativi alla viabilità rurale: 390 mila euro sono, infatti, i fondi destinati dalla Regione per l’Unione dei Comuni del Coros, 700 mila euro sono invece derivanti da parte dell’applicazione dell’avanzo dell’Unione. In futuro gli auspici dell’Unione Coros, come previsto dal legislatore, sono la standardizzazione delle procedure e la specializzazione dello staff, così da ridurre il rischio di contenziosi e consentire la realizzazione di economie di scala per acquisti, servizi
e forniture di interesse comune a più realtà locali». Il vecchio sistema infatti si era rivelato dispendioso e per molti versi farraginoso quindi le amministrazioni hanno mostrato tutta la disponibilità per attuare le innovazioni previste dalla legge.

Pietro Simula

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