L’Egas ritira la delibera, Comuni fuori da Abbanoa

Rientra il provvedimento con cui si intimava di aderire alla gestione idrica unica Gli enti locali potranno dunque agire in forma autonoma o tramite convenzioni

BOTTIDDA. L’Ente di governo del servizio idrico della Sardegna (Egas) ha ufficialmente revocato la delibera con cui intimava ai Comuni anti Abbanoa di entrare a far parte della gestione idrica unica. I Comuni di Bottidda, Anela, Burgos, Esporlatu e Bultei, assieme agli altri ventiquattro Aggius, Arzana, Bessude, Bonarcado, Burcei, Capoterra, Cheremule, Fluminimaggiore, Gadoni, Lotzorai, Modolo, Nuxis, Olzai, Paulilatino, Perfugas, San Vero Milis, Sant’Anna Aresi, Santulussurgiu, Serramanna, Seui, Tertenia, Teulada, Villagrande Strisali e Villasimius, possono esultare e ritenersi liberi dal servizio idrico unico.

Il ritiro della delibera è stato firmato a Cagliari nei locali dell’Egas, alla presenza del Comitato istituzionale d’ambito composto dall’assessore ai Lavori pubblici Edoardo Balzarini, delegato dal Presidente della Regione, e dai rappresentanti dei Comuni della Sardegna Sassari, Tempio Pausania, Macomer, Bitti, San Teodoro, Maracalagonis, Elini, Suelli e Sant’Anna Arresi. «Adesso dobbiamo lavorare sulla modifica alla legge 4 - ha commentato Daniele Cocco, capogruppo di Articolo 1-Mdp e sindaco di Bottidda, uno dei Comuni che non vogliono Abbanoa -. Senza questa modifica l’ente potrebbe ritornare sui suoi passi. Entro dicembre bisogna portare in aula la discussione della modifica». Una legge ad hoc quindi per “salvare” i ventinove Comuni. L’emendamento all’articolo 15 così recita: «Nell’ambito territoriale ottimale rimangono in ogni caso ferme le gestioni esistenti svolte in forma autonoma tramite affidamento o in via diretta, o attraverso convenzioni stipulate dai Comuni con altri enti locali o gestori». La riforma della legge 4/2015 era già stata calendarizzata e l’emendamento di Cocco aveva già trovato l’appoggio di tutti i capigruppo. Cocco, insieme a Domenico Gallus, consigliere regionale del gruppo La Base-Psd’Az e sindaco di Paulilatino, aveva presentato una proposta di legge che possa permettere a tutti quei Comuni di poter continuare con la gestione autonoma, avendone i requisiti previsti anche dalle norme nazionali. In qualità di primo cittadino di Bottidda, il capogruppo di Art 1 – Mdp Daniele Cocco aveva denunciato le «pressanti ingerenze per costringere anche il mio Comune a entrare nel sistema Abbanoa» e aveva aggiunto: «Resisteremo perché è evidente che la gente non sopporta più l’attuale gestione dell’acqua». I cinque Comuni del Goceano definiti ribelli possono quindi tirare un sospiro di sollievo e continuare a gestire in forma autonoma il servizio idrico fino alle nuove disposizioni sugli emendamenti alla legge. I sindaci del territorio, assieme agli altri coinvolti, hanno più volte ribadito e spiegato l’efficienza con cui
finora il servizio idrico è stato gestito: «Il fabbisogno delle nostre utenze è soddisfatto e non intendiamo tornare indietro». I ventinove Comuni avevano inoltre fatto sentire la loro voce anche tramite un sit-in sotto il palazzo del Consiglio regionale a sostegno della loro vertenza.

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