La Cassazione su Mamuntanas: legittimo il sequestro delle terre

Accolto dalla Suprema Corte il ricorso della Procura dopo il dissequestro del tribunale del Riesame Prima di Natale dello scorso anno erano scattati i sigilli e l’avviso di garanzia per quattordici allevatori

ALGHERO. Il sequestro preventivo disposto un anno fa dal gip del Tribunale di Sassari dei 1200 ettari dell’azienda agricola di Surigheddu e Mamuntanas, alle porte di Alghero - su richiesta della Procura della Repubblica - era motivata.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della Procura sassarese contro la decisione del tribunale del Riesame che a gennaio di quest’anno aveva disposto il dissequestro dell’intera azienda situata lungo la provinciale che dalla cantoniera di Rudas conduce sino alla cinta urbana e all’area artigianale di Ungias e Galanté. Prima di Natale dello scorso anno il blitz del corpo forestale di Sassari e dei carabinieri di Alghero, con cinquanta uomini impegnati e sparsi sul territorio dell’azienda agricola di cui è formalmente proprietaria la Regione dal 1986, si era concluso col sequestro di tutta l’area e con l’iscrizione nel registro degli indagati di 14 allevatori che utilizzavano le terre con le accuse di invasione di terreni ed edifici, di pascolo abusivo e di introduzione e abbandono di animali nel fondo con l’intento di farli pascolare. La Cassazione, dopo il ricorso della Procura in seguito al dissequestro, ha precisato nella sentenza firmata dal presidente Piercamillo Davigo, che «nel caso di invasione di terreni o edifici, la nozione di “invasione” non si riferisce all’aspetto violento della condotta che può anche mancare, ma al comportamento di colui che si introduce “arbitrariamente” e cioè “contra ius” in quanto privo del diritto di accesso». Annullando l’ordinanza del Riesame la Cassazione ha rinviato il fascicolo al Tribunale di Sassari per un nuovo esame, specificando che l’articolo 633 del codice penale, che punisce chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, «intende tutelare non la proprietà in senso giuridico civilistico, bensì la posizione di fatto tra soggetto e bene».

Un anno fa il sequestro era arrivato a conclusione delle indagini avviate dopo le segnalazioni della Regione, che in qualità di proprietario aveva denunciato l’occupazione abusiva delle terre e delle costruzioni presenti da quando Surigheddu e Mamuntanas, in mano ai privati, rappresentavano una fiorente azienda agricola, cerealicola, zootecnica e casearia.

Un’azienda modello finita nel patrimonio della Regione nel 1986, quando il sogno visionario dei suoi fondatori era già tramontato. Lo scorso
anno, dopo trent'anni, la giunta regionale aveva deciso di affidare il futuro di quello straordinario patrimonio, una vera e propria comunità agraria da 1166 ettari in prossimità di un bacino da 2 milioni di metri cubi d'acqua, a un bando internazionale cui hanno risposto nove aziende.

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