Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Due condanne: inflitti 3 e 4 anni per la droga e le armi a Thiesi

Processati con il rito abbreviato i due fratelli Marino e Giuseppe Olivieri arrestati un anno fa Nel loro ovile i carabinieri sequestrarono 38 chili di marijuana, due fucili, una pistola e munizioni

THIESI. Erano stati arrestati a novembre dello scorso anno con l’accusa di detenzione di droga e armi. Due giorni fa davanti al giudice Carmela Rita Serra si è concluso il processo a carico dei due fratelli di Thiesi Marino e Giuseppe Olivieri.

Per entrambi gli imputati - che avevano scelto di essere giudicati con rito abbreviato - è arrivata la condanna rispettivamente a quattro anni (più ottomila euro di multa) e a tre anni (più seimila euro di multa).

Più pesante la pena inflitta a Marino, 52 anni, che era sfuggito all’arresto dei carabinieri di Bonorva per poi consegnarsi spontaneamente agli uomini della Digos di Sassari tre giorni dopo.

I due fratelli erano stati raggiunti dai carabinieri all'interno del loro ovile nelle campagne di Bessude. Qui i militari avevano trovato una grossa quantità di droga: 38 chili di marijuana. Non solo. C’erano anche due fucili e una pistola di provenienza illecita.

Quando i carabinieri si erano presentati nell’azienda agricola con un mandato di perquisizione, Giuseppe aveva sperato di farla franca, considerato che il materiale era nascosto dietro alcune rotoballe di fieno. Ma i carabinieri della stazione di Torralba, con la collaborazione dei colleghi dell'aliquota operativa di Bonorva e delle stazioni di Siligo e Giave, sapevano evidentemente dove andare a cercare.

Da tempo infatti i militari stavano monitorando il fenomeno dell'abigeato e delle sue correlazioni col traffico di armi e stupefacenti e l'ovile degli Olivieri era tenuto d'occhio.

E infatti durante i controlli all'interno dell'azienda proprio la posizione di alcune rotoballe aveva insospettito i militari che tra i quintali di fieno avevano trovato due fucili, uno semiautomatico calibro 12 di fabbricazione russa e una doppietta a cani esterni calibro 16 di fattura americana, e poi una pistola Smith Wesson calibro 9 e una quarantina di munizioni calibro 9x21. Oltre a un maxi carico di marijuana, più di 38 chili.

Proprio nell'ambito di questa operazione uno dei due fratelli Olivieri - Marino - era riuscito a defilarsi. Poi si era costituito.

Al termine della requisitoria il pubblico ministero Angelo Beccu ha chiesto la condanna di entrambi i fratelli (Marino era difeso dall’avvocato Nicola Satta e Giuseppe da Agostinangelo Marras) a 4 e a 3 anni di reclusione. Richiesta che è stata accolta totalmente dal giudice Carmela Rita Serra.