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I “Dimonios” partono per tre missioni

Per la prima volta 1500 Sassarini saranno impegnati contemporaneamente su diversi fronti: Iraq, Afghanistan e Libia

SASSARI. Sei mesi di approntamento per una missione importante da affrontare con la consueta professionalità e il coraggio tutto sardo. La Brigata Sassari è pronta a partire nel rispetto degli accordi internazionali stipulati dal Governo. Nei prossimi giorni, 1500 Sassarini saranno impiegati per sei mesi su un fronte molto ampio che per la prima volta, nella lunga storia del reparto, li vedrà in contemporanea su tre teatri operativi decisamente delicati.

Dopo il saluto alla città – ieri nella caserma Gonzaga – i Dimonios, al comando del generale Gianluca Carai, saranno schierati nei prossimi giorni in Iraq, nella zona di Mosul, in Afghanistan, nella regione ovest, e in Libia, a Misurata. In silenzio e senza clamore, i soldati sardi daranno all’Italia e alla comunità internazionale uno straordinario esempio di efficienza e valore con la preparazione di sempre e il rispetto dei reparti d’élite di mezzo mondo. Ieri la giornata è cominciata presto per gli uomini e le donne della Sassari. Alle 9, in piazza Castello, era già schierato un picchetto per la deposizione di una corona di fiori di fronte al cippo in pietra trasferito di recente dai Giardini pubblici. Alle 11, nel cortile della caserma Gonzaga, presenti le autorità, un reggimento di formazione – composto da uomini del 151° e 152°, del V guastatori, del reparto comando e supporti tattici e del terzo bersaglieri – ha dato il tradizionale saluto alla città prima di lasciare la Sardegna.

Una missione molto delicata in uno scenario internazionale caratterizzato da preoccupanti tensioni. Le tre operazioni, “Resolute support”, “Prima parthica” e “Ippocrate” sono state precedute da un periodo addestrativo molto intenso durante il quale i militari della “Sassari” hanno studiato e simulato buona parte delle situazioni che andranno ad affrontare. In Afghanistan, dove il generale Carai comanderà una forza multinazionale, uomini del 152° reggimento, del V guastatori e del reparto comando e supporti tattici, con il concorso di altre unità dell’esercito, contribuiranno alla stabilizzazione di un’area delicata offrendo, al contempo, attività di consulenza e assistenza alle forze armate afghane. A Mosul, in Iraq, saranno protagonisti i soldati del 151° che guideranno la task force denominata “Praesidium”. L’unità avrà il compito non facile di presidiare la diga di Mosul, un importante impianto da cui dipende l’approvvigionamento idrico di una parte consistente della popolazione irachena. Una sua eventuale compromissione metterebbe, infatti, a rischio la vita degli abitanti di quella regione con conseguenze facili da immaginare. Non meno delicata la missione affidata al terzo reggimento bersaglieri, di stanza a Capo Teulada, che per la prima volta sarà schierato a Misurata, in Libia, per garantire la sicurezza di un grosso ospedale da campo allestito dalle autorità italiane per assistere la popolazione. Naturalmente la Brigata proseguirà la sua missione anche in patria, a Roma, con il supporto all’operazione nazionale Strade sicure. Situazioni delicate e complesse che gli uomini della Brigata Sassari sono perfettamente in grado di affrontare. Il generale Luigi Francesco De Leverano, comandante delle forze operative Sud, ha detto a chiare lettere che la Brigata Sassari è un reparto eccellente sul piano professionale. Ma i Sassarini avranno dalla loro anche una protettrice speciale, la Madonna di Buoncammino, che, con fede genuina, hanno sempre invocato durante le missioni.

Numerose le autorità presenti ieri, dal sindaco Nicola Sanna al presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau, Mario Segni, l’assessore regionale Maria Grazia Piras, il prefetto Giuseppe Marani, il vescovo Gian Franco Saba e i sindaci del territorio. Immancabile il supporto della banda musicale della Sassari e l’esecuzione dell’inno Dimonios con cui il reparto accompagna i momenti più importanti.