Sennori, i pipistrelli fermano il progetto del parco eolico

L’area di 38 ettari rientra tra quelle sottoposte a vincolo Satta: peccato, era il punto ideale per produrre energia 

SENNORI. Se Batman fosse realmente esistito, la sua Gotham city sarebbe stata più o meno tra il quartiere di Latte dolce e la Marina di Sorso, dove i pipistrelli devono poter svolazzare liberamente. È questo l’ostacolo che ha fatto cadere le pale del progetto di parco energetico del Comune di Sennori. Un’area di circa 38 ettari di proprietà comunale che l’amministrazione non ha potuto inserire nel nuovo Puc perché è vincolata dalla Regione come fly zone della chirotterofauna.

L’idea. L’idea dell’amministrazione comunale della Romangia era abbastanza semplice: replicare la fortunata esperienza di altri Comuni nel campo delle energie rinnovabili e allo stesso tempo valorizzare terreni comunali abbandonati. E, chiaramente, risparmiare sui costi energetici rispettando l’ambiente. Per raggiungere l’obiettivo, durante la stesura del Puc è stato individuato un promontorio da classificare come parco energetico. «L’area era perfetta in tutti i sensi – spiega il consigliere delegato all’Urbanistica, Mario Tonio Satta – si tratta di terreni di proprietà comunale che sono inutilizzati, e anche la mappatura dei venti prometteva una produzione record di energia elettrica».

Il progetto. Nel municipio di via Brigata Sassari avevano intenzione di dare gambe al maxi progetto attingendo a finanziamenti europei oppure lanciando una finanza di progetto per coinvolgere gli imprenditori. Sui 36 ettari erano allo studio impianti con potenziali di alcuni megawatt che sarebbero serviti per abbattere i costi sostenuti dal Comune per l’approvvigionamento di energia elettrica. «Stavamo prendendo come esempio il progetto del Comune di Tula – riprende il consigliere – dove hanno un campo eolico che consente l’abbattimento dei costi energetici».

Batdivieto. Lavorando sulle carte del Puc è però emerso un vincolo particolare. «Quando abbiamo chiesto un approfondimento alla Regione – spiega ancora Mario Tonio Satta – ci hanno risposto che si tratta di una zona di sorvolo dei pipistrelli dove non si possono fare impianti eolici». Questo perché alcune colonie di chirotterofauna si sono stanziate tra la vegetazione e alcune grotte nel quartiere di Latte Dolce, a Sassari, e in una vasta area tra la Marina di Sorso e il fiume Silis. Il problema però riguarda la zona di sorvolo: una fly zone che ha un raggio di 5 chilometri che ricade anche nella zona che il Comune aveva scelto per il parco energetico.

Il trasloco. Preso atto del divieto regionale, il progetto è sfumato e il Comune di Sennori si è dovuto accontentare di un parco energetico striminzito rispetto alle aspettative iniziali: circa un ettaro e mezzo all’interno dell’area degli insediamenti produttivi (Pip).
«Si potrà fare più che altro fotovoltaico – riprende e conclude il delegato all’Urbanistica – Purtroppo la presenza dei pipistrelli non ci ha permesso di realizzare l’idea che avevamo in mente. Sarebbe stato un progetto molto innovativo. Pazienza, siamo abituati a rispettare le regole».

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