Da Panama a Ozieri per la casa di famiglia

I fratelli Niedda hanno acquistato un immobile nel quartiere di Montiju Il loro bisnonno Salvatore era emigrato in America all’inizio del secolo scorso

OZIERI. Promessa mantenuta per la famiglia Niedda con la sua città di origine Ozieri, dove i discendenti dell’ozierese Salvatore, emigrato dalla Sardegna a Panama nel 1908, nei giorni scorsi hanno realizzato il sogno del loro avo acquistando una casa nel centro storico della città. Una promessa, come detto, che i fratelli Anabela e Giovanni, pronipoti di Sebastiano Niedda (ovvero nipoti del figlio di Salvatore, Harmodio), avevano fatto lo scorso giugno quando erano giunti in visita in quella Ozieri della quale tanto avevano sentito parlare ma che non avevano mai visto. Così come non l’ha mai vista il nonno Harmodio Niedda, che vive in Florida con un figlio e che il 5 novembre ha compiuto la bellezza di novantanove anni: mai stato a Ozieri e nemmeno in Sardegna, ora Harmodio ha realizzato grazie ai nipoti il desiderio di possedere una casa di famiglia, che è stata acquistata in zona Montiju, quartiere di Ozieri che ha visto i natali degli avi Niedda. Una ulteriore sorpresa è stata la notizia data ai parenti, riuniti per l’occasione, da Anabela, che ha ribadito la volontà di nonno Harmodio di venire presto a visitare Ozieri. La sua età non gli consente un viaggio in aereo, ma nulla impedisce di affrontare una lunga ma più confortevole trasferta via mare. «Un’impresa decisamente difficile, ma la volontà di conoscere le proprie origini non ha limiti», ha detto la nipote. In occasione della firma del contratto di acquisto, i fratelli Niedda sono rimasti a Ozieri per alcuni giorni con la loro mamma Rosa anche per organizzare la ristrutturazione della casa. Anabela Niedda, che è architetto - e che per la sua particolare sensibilità è rimasta affascinata dalla bellezza del centro storico cittadino - ha già impostato tutte le procedure per la ristrutturazione dell’abitazione, dando disposizioni a un professionista locale di elaborare, come Anabela ha spiegato, «un progetto conservativo che soprattutto prediliga l’utilizzo delle materie prime originali di Ozieri». I lavori dovrebbero partire agli inizi del prossimo anno, quindi presto i Niedda saranno di nuovo in città - ancora più numerosi, come hanno promesso - per “inaugurare” la tanto agognata casa di famiglia. E anche in quella occasione ci sarà una grande festa, come durante la prima visita, quando Anabela e Giovanni (che sta scrivendo un libro sulla storia della famiglia Niedda) erano giunti a Ozieri dove erano stati accolti dalla famiglia ozierese al gran completo
che aveva organizzato per loro una serie di incontri e serate conviviali. Un copione ripetuto anche in occasione di questa seconda, pur più breve, visita, nella quale l’acquisto della casa è stato celebrato con una nuova riunione di famiglia e da un incontro con il sindaco Marco Murgia.

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