"Troviamo le risorse per istruzione e lavoro"

La finanziaria regionale deve dare centralità agli interventi per elevare il livello di scolarizzazione e aumentare il numero dei laureati

Siamo alla vigilia della discussione della manovra finanziaria regionale 2018, lo strumento che regola le politiche e le strategie della Regione. Si tratta di dare destinazione agli oltre 7 miliardi di euro che compongono il bilancio regionale per garantire l'efficienza dei servizi erogati – in primis la sanità che utilizza circa la metà delle risorse disponibili –, sostenere i vari comparti produttivi e rispondere alle tante emergenze ancora presenti ad iniziare dal drammatico tema della disoccupazione. Il rapporto sulle povertà in Sardegna, curato dalla delegazione regionale della Caritas, ha confermato come queste siano strettamente connesse ad un basso livello di scolarità e come, viceversa, le probabilità di trovare occupazione siano maggiori tanto più elevato è il livello di scolarizzazione. Pur nelle ristrettezze delle disponibilità finanziarie della Regione, anzi proprio in ragione di queste, nell'ambito della nuova finanziaria questo tema dovrà trovare centralità, ad iniziare dalla riconferma dei progetti di ammodernamento, ristrutturazione e nuova costruzione di edifici scolastici (progetto Ischol@), in grado di adeguare le strutture esistenti ai moderni standard formativi, a quelli contro la dispersione scolastica contenuti nel progetto '”Tutti a ischol@”. Ma adeguata risposta deve trovare il sostegno alle politiche universitarie, atte a favorire un incremento dei laureati nella nostra isola, unico strumento in grado di garantirne la competitività. Per questo vanno sostenuti i provvedimenti che incrementano le risorse disponibili alle due università per il miglioramento della qualità della didattica e della ricerca da una parte, e dell'accoglienza dall'altra, con provvedimenti a sostegno dell'aumento dei posti nelle strutture residenziali studentesche, dei contributi per la riduzione dei costi per gli alloggi dei fuori sede, potenziamento del numero e del quantum delle borse di studio per i meno abbienti, creando un vero e proprio welfare studentesco in grado di favorire l'inclusione e la partecipazione all'alta formazione, contrastando il fenomeno migratorio verso altri atenei cui risultano iscritti oltre 10mila sardi. Si tratta di misure strategiche, di un vero investimento che, unitamente ad un moderno ed innovativo piano per il lavoro, metta in campo strumenti di vantaggio per le imprese che assumono nuovo personale, oltre a quelli di riqualificazione e ricollocazione di chi è stato espulso dal sistema occupativo che insieme ad una rinnovata disponibilità dello strumento del Reddito di inclusione

sociale possano segnare il passaggio da una politica dell'emergenza ad una politica espansiva e di sviluppo che prospetta un futuro diverso alle nuove generazioni. Si può fare!

* Presidente del Consiglio regionale della Sardegna


 

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