Gli amici di Pietro Sanna: «Lei ha raccontato solo bugie»

Tra i conoscenti del giovane nessuno crede che il dj nuorese possa averla minacciata con un’arma

NUORO. «Siamo contenti di questa sentenza, finalmente si chiude il capitolo più brutto della nostra vita. Ora vogliamo pensare a Pietro come il ragazzo felice e sereno con il quale abbiamo passato le serate più belle e divertenti. Lui vorrebbe questo». La soddisfazione dopo un attimo lascia spazio alla tristezza e alla malinconia nel gruppo degli amici storici di Pietro Sanna, che qualche mese fa hanno organizzato una festa nel parco di Sant'Onofrio per ricordare l'amico scomparso.

«La giustizia ha fatto il suo corso ma fra vent'anni lei sarà fuori e se vorrà potrà rifarsi una vita. Pietro invece non sarà più con noi e con la sua famiglia ed è per questo che la notizia ci rincuora ma non ci consola – spiegano –. Siamo ancora troppo addolorati per ragionare e le dichiarazioni di questa ragazza, Hasna Begum, ci hanno spezzato il cuore una seconda volta. Pietro non era la persona che descrive lei. Lui era un ragazzo profondamente buono, educato e rispettoso, non ha mai avuto problemi con nessuno. Si dovrebbe vergognare di infangare così il nome del nostro amico, ma la vita è maestra e tutto questo dolore che sta causando lo pagherà caro anche fuori dal carcere».

Si sentono arrabbiati, ma sono convinti che l'odio nei confronti della ragazza che in una tiepida mattina di giugno ha strappato per sempre il loro amico dai suoi affetti non serva a niente. «Ne abbiamo parlato tante volte, anche con i familiari di Pietro che ci hanno sempre ripetuto di tenere lontano l’odio. Quello che dobbiamo fare adesso è pensare a Pietro con la gioia di sempre». Ma quando la sera il gruppo si riunisce il pensiero è sempre rivolto all’amico che ormai non c'è più: «Ci capita spesso di ricordarlo e il cuore in un secondo va in frantumi – raccontano ancora gli amici –, le risate si spengono e il silenzio ci avvolge con il suo carico di tristezza.

L’abbiamo sognato tante volte, però mai in situazioni spiacevoli o che possano ricollegarsi all’omicidio. Lui è sempre lì, a fianco a noi con il sorriso appena accennato, le cuffie nelle orecchie e il ciuffo che gli copre appena il viso. È così che vogliamo ricordarlo».
 

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