Sassari, medico batte l’assicurazione della Asl: verrà risarcito

Indennizzo rifiutato dopo un incidente “in itinere” dal lavoro a casa: la Cassazione accoglie il ricorso

SASSARI. I giudici del tribunale e della corte d’appello le avevano dato torto: lei non aveva titolo di chiedere alla compagnia di assicurazioni della Asl di essere indennizzata dopo un incidente stradale. La Corte di Cassazione ha ribaltato le due sentenze, dando ragione a una guardia medica alla quale era stato negato il risarcimento per i danni fisici permanenti riportati in un grave sinistro accaduto sulla strada di casa. Nei giorni scorsi, con una ordinanza con motivazione semplificata, i giudici della Corte di Cassazione hanno rispedito alla corte d’appello di Sassari il ricorso di una professionista della continuità assistenziale alla quale era stato per due volte respinta la richiesta di indennizzo. Secondo la Axa Assicurazioni, compagnia con cui la Ausl aveva stipulato una polizza a favore dei medici addetti al regime di continuità territoriale in regime di convenzione, il danno riportato dalla dottoressa rientrava all’interno della franchigia.

In più, secondo una tesi della società avvalorata in due gradi di giudizio, la dottoressa non poteva agire direttamente nei confronti dell’assicuratore non essendo parte contrattuale. Ma è proprio su quest’ultimo punto che la guardia medica, assistita dall’avvocato Andrea Piredda, si è vista dare ragione dai giudici della sesta sezione civile della Cassazione. Secondo i giudici, la specialista della guardia medica «ha diritto di azione diretta nei confronti della società assicuratrice in quanto – spiega la giudice relatrice
Antonietta Scrima –, trattandosi di assicurazione per conto altrui, fanno capo all’assicurato i diritti derivanti dal rapporto assicurativo». La corte ha accolto il ricorso e cassato la sentenza che è ritornata alla corte d’appello di Sassari perché esamini il ricorso nel merito.

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