I piani di Pigliaru ai raggi X: «Un solo anno non basta»

Sindacati e industriali: bene le priorità ma alcune situazioni sono bloccate. Per il trasporto ferroviario servono interventi radicali per garantire velocità. Possibile il rilancio Alcoa. In fortissimo ritardo invece la chimica verde a Porto Torres

SASSARI. Per viaggiare in treno da Sassari a Cagliari in 2 ore bisognerà aspettare (almeno) il 2019, per vedere ultimato il polo della chimica verde a Porto Torres non basteranno due anni. Scadenza analoga per la rete del metano: inizio lavori nel 2019, cantieri chiusi, forse, nel 2021. Ma l’importante è partire, o meglio riprendere i discorsi interrotti. Il governatore Pigliaru nell’intervista rilasciata alla Nuova ha illustrato il complicato lavoro di tessitura e ricucitura portato avanti dall’inizio della legislatura nel 2014.

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Un percorso nel quale, per stessa ammissione del governatore, su alcuni temi cruciali - come il trasporto ferroviario - non sono arrivati i risultati sperati, mentre in altri casi – come i trasporti aerei – garantire il diritto alla mobilità ai sardi si è rivelato un’impresa più ostica del previsto. Il governatore ha detto che le priorità della sua giunta per il 2018 saranno «treni, aerei e industria». Calendario alla mano, se il cronoprogramma sarà rispettato, entro i prossimi 12 mesi alcune situazioni critiche potranno sbloccarsi. Per altre bisognerà pazientare.

Trasporti. La scadenza più vicina riguarda la Continuità territoriale aerea: la Ct1 in proroga scadrà a giugno, significa che al massimo all’inizio della primavera la Regione e la Commissione europea dovranno trovare l’accordo sul nuovo bando per Roma e Milano dai tre scali di Alghero, Olbia e Cagliari. Impensabile un’altra proroga dopo quella concessa dal Ministero, anche perché Alitalia ha già manifestato – non partecipando al precedente bando – l’intenzione di lasciare. Continuità marittima: l’attuale convenzione scadrà nel 2020 e la Regione vuole avere un ruolo da protagonista al tavolo in cui siedono lo Stato e le compagnie. Sui treni il tempo è già scaduto ed è sempre più pressante l’esigenza di migliorare un sistema che arranca.

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Dice Arnaldo Boeddu, segretario regionale Filt-Cgil: «Il treno Sassari Cagliari di Trenitalia che impiega meno tempo copre la tratta in 2 ore e 58 minuti: è il treno regionale veloce che parte da Sassari alle ore 6:30 ed arriva alle ore 9:28. Da Olbia a Cagliari impiega 3 ore e 18 minuti. Poi ci sono gli Atr 365 noti come Pendolini: quando Rfi terminerà l'installazione ed il collaudo del sistema Sctm (sistema controllo marcia treno) almeno sulla parte del tracciato Oristano Cagliari, potranno viaggiare a 180 chilometri orari» E da Oristano a Sassari? Niente da fare «a causa della tortuosità del tracciato ferroviario, risalente alla fine del 1800 primissimi anni 1900, e alle pendenze. Per consentire l’alta velocità servono importanti interventi». Se i lavori partiranno subito, viaggiare in due ore dal Nord al Sud potrebbe non essere più un sogno proibito tra il 2019-2020.

Industria. Dopo sette anni di purgatorio, il 2018 potrebbe segnare la svolta di Alcoa. L’ha detto il ministro Calenda, l’ha ribadito Pigliaru. Gli industriali ci sperano. Dice il presidente regionale di Confindustria Alberto Scanu: «Vogliamo dare fiducia a un governo che riprende a parlare di industria. Le priorità di Pigliaru sono anche le nostre e sono collegate» Sulla stessa linea Giuseppe Ruggiu, presidente degli industriali del Nord Sardegna: «Forse ci siamo, su Alcoa la Regione e il ministero hanno lavorato tanto per garantire tutela ambientale. Ora è chiaro che bisogna accelerare». Di tempo se n’è perso tanto a Porto Torres: il polo di Matrìca – secondo l’accordo di programma siglato nel 2011, quando al governo della Regione c’era Cappellacci (Forza Italia) – doveva essere ultimato entro il 2017. Per anni la chimica verde ha invece galleggiato nell’incertezza. Dei 7 impianti annunciati ne sono stati realizzati 3 e i lavoratori impiegati sono 130, meno della metà prevista. Ora Pigliaru, e Calenda sottoscrive, dice che il rilancio è dietro l’angolo. I sindacati, dopo avere attaccato pesantemente il governatore per i prolungati silenzi sulla vertenza, ora fanno il conto alla rovescia.

Dice Giovanni Tavera, segretario generale Uiltec di Sassari: «È vero che Pigliaru ha lavorato sottotraccia, anche troppo, con i dirigenti di Eni, sino a convincerli a non abbandonare il progetto di chimica verde a Porto Torres. È quasi pronto un nuovo accordo, che prevede le bonifiche, 300 milioni di investimenti, 120 assunzioni dirette più quelle dell’indotto. Ma siamo in ritardo: l’accordo doveva essere firmato a settembre, invece niente». Il calendario cammina veloce: a marzo ci saranno le Politiche, un governo di diverso colore potrebbe non avere le stesse priorità dell’attuale. «Per questo – dice Tavera – serve subito l’intesa. Anche perché Eni poi avrà bisogno di altri 15 mesi per preparare il piano industriale». E il 2018, a quel punto, sarà già archiviato.
 

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