Tedde, Fi: «Pigliaru ha fallito su tutto». Deriu, Pd: «I frutti arriveranno»

Le reazioni politiche alle dichiarazioni di Pigliaru nell'intervista rilasciata alla Nuova Sardegna. Cappellacci all'attacco: sui trasporti. Lai promuove le riforme

SASSARI. Lungimirante e coraggioso secondo i sostenitori, una specie di marziano per gli avversari politici e parte dell’opinione pubblica. I progetti di Pigliaru per l’ultimo scorcio di legislatura suscitano un vivace dibattito tra fiduciosi e sfiduciati, tra chi pensa che dal 2014 la giunta regionale abbia seminato molto e iniziato a raccogliere, e chi invece dice che si è perso solo tempo.

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Non fa sconti Marco Tedde, consigliere regionale di Forza Italia ed ex sindaco di Alghero: «Occorre una buona dose di faccia tosta per contrabbandare un evidente fallimento come un successo. Specie nel settore dei trasporti. Solo oggi il governatore Pigliaru pare essersi accorto che per i tre aeroporti sardi occorre una regia unica. Eppure se ne parla da qualche anno. Abbandona, poi, ogni timore di scadere nel ridicolo allorché esalta le due riforme degli enti locali e della sanità. La prima ha relegato in un cantuccio Sassari e la sua provincia, la seconda ha accorpato senza criterio tutta o quasi la sanità sarda, creando un elefante di difficilissima gestione».

Sul tema trasporti, in particolare marittimi, si concentra il governatore regionale di Forza Italia Ugo Cappellacci: «Non è vero che la Giunta non può fare nulla sulla continuità marittima, forse non vuole. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 230 del 2013, ottenuta grazie ad un ricorso della Giunta regionale di centrodestra, la Regione non solo può ma deve essere coinvolta nelle scelte relative ai collegamenti marittimi. Ormai da due anni è scaduto il primo triennio, trascorso il quale è prevista la revisione della convenzione: perché Governo e Giunta, nonostante le nostre interrogazioni, si guardano bene da effettuare questo passaggio?».

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Niente sconti neanche da Attilio Dedoni, capogruppo dei Riformatori: «A quattro anni dall’insediamento, il presidente Pigliaru sembra vivere in un mondo di fantasia, una Sardegna dove i problemi non esistono perché la mano taumaturgica della sua Giunta ha risolto ogni questione, trasformando un’isola stremata dalla crisi in un paradiso terrestre. I sardi però sanno distinguere i bilanci di fine anno dai proclami buoni solo per la propaganda elettorale».

Nulla di vero, secondo il senatore Pd Silvio Lai: «Già dopo 4 anni il bilancio della Giunta Pigliaru è più positivo dei 5 anni della Giunta precedente». Qualche esempio di riforme: «Enti locali e sanità, con il blocco dell’aumento dei costi sulle spalle dei cittadini. Prima invece c’era chi li aumentava per mantenere duplicazioni e non pestare i calli a qualcuno. Ancora: le fabbriche riaperte nel Sulcis, il metano. Il professore in questi 4 anni ha tirato via la tovaglia apparecchiata da altri».

Quattro anni di fatti concreti e non di chiacchiere anche secondo il consigliere regionale Pd Roberto Deriu: « «Il presidente Pigliaru e l’azione della sua giunta sono caratterizzati da due caratteristiche che difettano nella politica isolana: la generosità e la lungimiranza. Generosità perché si è assunto il compito difficilissimo di uscire dalla crisi economica e affrontare la crisi sociale. Lungimiranza perché le tante riforme varate in questa Legislatura solo ora mostrano i primi frutti». (si.sa.)
 

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