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Anche la chiesa parrocchiale di Erula ha il suo campanile

ERULA. Ci sono voluti quasi 100mila euro e diversi anni, ma alla fine l’opera tanto attesa è stata portata a compimento. Erula non apparterrà più a quella piccola schiera di centri dell’isola le cui...

ERULA. Ci sono voluti quasi 100mila euro e diversi anni, ma alla fine l’opera tanto attesa è stata portata a compimento. Erula non apparterrà più a quella piccola schiera di centri dell’isola le cui chiese parrocchiali sono prive del classico campanile. Lo era sino a un anno fa, ma ora, grazie alla realizzazione della torre campanaria, accompagnata dalla contestuale sistemazione delle facciate della chiesa parrocchiale, non lo è più. «Tutto ciò – dichiara la sindaca Marianna Fusco – è stato ottenuto in sinergia con il nostro parroco padre Emanuele, che amministra assieme ad Erula, anche le parrocchie di Perfugas e Tisiennari. Infatti, anche la parrocchia ha fatto la sua parte, eseguendo lavori di finitura sulla torre e interventi di sistemazione e imbiancatura dei prospetti».

Nel dettaglio le cifre investite ammontano a 81.500 euro di fondi comunali e a 18mila di fondi della parrocchia. Sommati, danno complessivamente la bella cifra di quasi 100mila euro. L’appalto, assegnato alla ditta Vittore Sanna di Ozieri, è stato diretto dall’architetto Giorgia Marras e dall’ingegnere Pietro Brundu, già artefici dell’ampliamento interno avvenuto una decina di anni fa. Tutti si sono dovuti muovere con la cura che deve essere prestata a beni vincolati come le chiese. Ne va della loro storia e integrità artistica. Quella della parrocchiale di Erula è poi una storia del 1929, durante il pontificato di Pio XI. Il papa volle allora che attraverso un apposito finanziamento gli stazzi e i centri minori del nord dell’Isola che ne erano ancora privi avessero tutti un loro edificio di culto.

La chiesetta, simile a quelle visibili in tanti centri galluresi, possedeva un’abside esagonale e, nella facciata, un campaniletto a vela con una campana in bronzo issata in cima. È stata per decenni l'unico edificio di culto presente in paese, dignitosa ma poco capiente a causa delle ridotte dimensioni della sua navata. L'architettura sobria ed essenziale mal si sposava, infatti, con le esigenze di una comunità in crescita che arrivò a sfiorare gli 800 abitanti già negli anni ‘50. Dal ’62 al 2005 furono, quindi, promossi diversi interventi di ampliamento. Negli anni ’60 venne demolito il campanile a vela e la nuova navata, sottoposta ad un ulteriore ampliamento, risultò sproporzionata rispetto al contesto. Oggi, grazie agli ultimi interventi, la chiesa, che conta 130 posti a sedere, ben si armonizza con la piazza su cui si affaccia e l’intero contesto urbano. Interessanti la presenza sulla cima del campanile di una bella che si muove in base alla direzione del vento, con la raffigurazione dell’angelo annunciatore. Impreziosisce tutto il complesso anche il recupero dell’antica campana in bronzo, sistemata in cima alla torre.

Giuseppe Pulina