Bitti, folla immensa al funerale dell’uomo caduto dal terrazzo

L’intera comunità si è stretta attorno ai familiari di Pinuccio Ragaglia nella chiesa di San Giorgio  Il funzionario di Invitalia, colto da malore mentre raccoglieva i panni stesi, era stato vice sindaco

BITTI. Tutta la comunità di Bitti ieri pomeriggio si è stretta attorno ai familiari di Pinuccio Ragaglia, deceduto per una tragica fatalità lunedì sera a Sassari. La chiesa di San Giorgio, dove il parroco Don Totoni Cossu ha celebrato il rito funebre, era stracolma di concittadini e di tante persone giunte un po’ da tutta l’isola. Tantissimi gli amici, i colleghi e i conoscenti della famiglia Ragaglia-Mameli che hanno voluto essere presenti alla cerimonia.

Pinuccio era molto noto, sia in paese che fuori, così come la moglie, Luciana Mameli, direttrice dell’unità operativa di malattia della coagulazione della Asl di Sassari, e la tragedia ha provocato incredulità e commozione nell'intero paese e nel capoluogo turritano, dove da tempo Pinuccio e Luciana riesidevano insieme alle due figlie. Durante l’omelia, don Cossu, rivolgendosi ai familiari, ha parlato «con il cuore nel pianto, colmo di dolore, di sofferenza. Tutto il paese è in lutto per questa grave perdita - ha detto il sacerdote -, inaspettata, a cui nessuno pensava. La morte ci suggerisce molti interrogativi, e ci domandiamo invano il perché. Pinuccio doveva ancora vivere, per la moglie, le figlie, ma dinanzi al dolore, in particolar modo a quello innocente come questo -ha continuato il sacerdote - non ci sono parole o frasi di circostanza. Preferisco il silenzio, la preghiera».

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Don Cossu, nello stringersi attorno ai familiari, ha portato anche il messaggio di cordoglio del vescovo emerito Monsignor Pietro Meloni, esprimendo la sua vicinanza e la sua preghiera. Anche il sindaco, Giuseppe Ciccolini, ha ricordato la figura di Pinuccio Ragaglia, sottolineandone «l'impegno civile e politico a favore della comunità». A cavallo degli anni Novanta e Duemila, dopo essersi laureato in Economia a Roma, dove aveva frequentato gli ambienti progressisti della politica nazionale, Pinuccio Ragaglia era ritornato nell’isola, e per diversi mandati amministrativi era stato chiamato a ricoprire importanti incarichi.

Assessore e vicesindaco a Bitti, e assessore nell’allora Comunità Montana, dove seguiva, con particolare attenzione, le politiche di sviluppo agro-pastorale del territorio. Più volte consigliere comunale, anche dai banchi dell’opposizione si era distinto per onestà politica e intellettuale. Per anni funzionario di punta di Sviluppo Italia, attualmente ricopriva importanti incarichi in Invitalia, l’agenzia nazionale controllata dal Ministero dell’Economia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa. All'interno di essa Ragaglia seguiva importanti progetti, tra cui ultimamente, quelli per il rilancio nell’area del Sulcis-Iglesiente. Dopo la funzione, un grande corteo funebre ha attraversato per intero il paese di Bitti, accompagnando Pinuccio nel suo ultimo viaggio terreno.
 

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