Dopo 27 anni Forestas lascia l’isola dell’Asinara

L’agenzia regionale potrà operare all’interno del Parco con contratti a progetto. Non ci sarà più il presidio fisso. La protesta del sindaco e del vicepresidente Diana

PORTO TORRES. La fuga del cantiere forestale regionale di Forestas dal Parco nazionale dell’Asinara (dopo circa ventisette anni non ci sarà più un presidio fisso sull’isola parco) ha generato forti reazioni contrarie sia da parte dell’amministrazione comunale, sia del vicepresidente dell’Ente Parco.

Un riordino deciso dalla Regione che potrebbe penalizzare l’Asinara, perché Forestas garantiva una presenza costante di personale specializzato, visto che ora l’Agenzia potrà lavorare solo con dei progetti.

«Avevo già espresso la mia preoccupazione all’amministratore unico Pulina e all’assessore regionale Donatella Spano – dice il sindaco Sean Wheeler – e continuo a esprimere i miei dubbi su una scelta molto discutibile: l’Asinara ha necessità di cure costanti ed è per questo che non sono convinto che operare con dei progetti e delle convenzioni molto onerose per il Parco possa essere la soluzione ideale. Capisco il senso della legge di riordino di tutto il sistema Forestas, ma mi chiedo se e in quale misura le risorse pubbliche saranno effettivamente ottimizzate».

L’amministrazione comunale aveva posto il problema all'assessore regionale all’Ambiente, ricorda Wheeler, inviando due richieste formali di convocazione della Comunità del Parco per discutere di Forestas e anche dell’assenza di un presidio fisso del corpo Forestale dello Stato: «I nostri due appelli sono stati completamente snobbati e allo stato attuale si tratta di un vero e proprio disimpegno della Regione da un territorio importante e delicato come quello dell’Asinara».

Il sindaco aggiunge anche che il Comune ha dovuto rinunciare alla presenza degli operai Geosar che lavoravano sull’isola con compiti di manutenzione, causa esclusione del territorio comunale di Porto Torres dalla perimetrazione del Parco Geominerario.

Chi governa il Parco dell’Asinara rende merito alla presenza di Forestas sull’isola, considerando quanto si è spesa in questi anni per l’isola e per le problematiche legate alla gestione del Parco.

«Proprio per questo riteniamo che l’Agenzia debba continuare a rimanere sull’isola e dare il suo contributo – dice il vicepresidente dell’Ente Parco Antonio Diana –, valutando tra l’altro che il territorio dell’Asinara è nella quasi totalità proprietà della regione Sardegna: è quindi giusto, anzi normale e indispensabile che la Regione contribuisca nel suo mantenimento attraverso Forestas, ad esempio nella gestione delle strade o manutenzione di immobili e gestione della vegetazione».

Per quanto riguarda invece altre gestioni, quelle che riguardano le catture dei cinghiali e delle capre, l’Ente Parco è pronto a stipulare convenzioni apposite con Forestas, nelle quali devono necessariamente essere indicati
sia il corrispettivo da pagare a Forestas e sia gli obbiettivi che essa, attraverso i suoi uomini deve raggiungere. «Lavoreremo come Consiglio direttivo affinché l’agenzia non abbandoni l’isola – conclude Diana – e chiederemo alla Regione che investa anch’essa risorse in questo senso».

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