convegno a Bessude a 200 anni dalla morte 

Francesco Carboni, gesuita e latinista

BESSUDE. “Ebbe egli fama fra i migliori latinisti del suo tempo”. Così di Francesco Carboni scrive Vittorio Angius nel 1833, nel Dizionario del Casalis. Aggiunge Pasquale Tola nel suo “Dizionario...

BESSUDE. “Ebbe egli fama fra i migliori latinisti del suo tempo”. Così di Francesco Carboni scrive Vittorio Angius nel 1833, nel Dizionario del Casalis. Aggiunge Pasquale Tola nel suo “Dizionario biografico degli uomini illustri della Sardegna”: “uno dei più tersi poeti latini che l’Italia abbia avuto nel declinare dello scorso, e nei primi anni del presente secolo” (fine 1700, inizi 1800), mentre il sacerdote/letterato Raimondo Bonu, nel suo “Scrittori Sardi dal 1746 al 1950”, definisce Francesco Carboni “poeta latino pregevole”. A quel figlio adottivo – Francesco Carboni era nato a Bonnanaro il 12 marzo 1746 – che ha trascorso a Bessude gli ultimi 22 anni della sua vita, e che riposa nella chiesa parrocchiale di San Martino, l’associazione “Promeilogu”, con la collaborazione del Comune, della Pro loco e della parrocchia, dedicano un convegno in occasione del bicentenario della scomparsa, avvenuta a Bessude il 22 aprile del 1817.

L’iniziativa è prevista per sabato 13, (ore 17), nella sala convegni di via Roma 24 (Domo de sas damas). Il programma della serata, dopo la presentazione dell’evento da parte di Gavino Cabras, presidente dell’associazione “Promeilogu”, prevede la relazione di Alessandro Ponzeletti su “Francesco Carboni, vita e opere”. Giuseppe Zichi parlerà di “La Sardegna ai tempi di padre Carboni: dalla Spagna al Piemonte sabaudo tra riforme e moti insurrezionali”, mentre Guglielmo Pireddu si soffermerà su “La presenza dei gesuiti in Sardegna”. E’ prevista infine la lettura di alcune lettere di Francesco Carboni a Raimondo Rossi, a cura di Nadia Spanu e Lina Solinas. Negli stessi locali verrà allestita una mostra documentaria sulla vita e le opere del grande poeta latinista. Francesco Carboni aveva studiato a Sassari dai gesuiti. A 18 anni era entrato nella Compagnia di Gesù e si era dedicato all’insegnamento nelle scuole inferiori del suo ordine, prima a Sassari e poi a Cagliari. Già nel 1772, a 26 anni, pubblica i primi due dei tre libri sulla malaria
“De sardoa intemperie”, poema in versi latini che gli procura una estesa fama. Nel 1788, il re Vittorio Amedeo III, indotto dagli elogi che i migliori letterati del tempo riservano al Carboni, gli conferisce la cattedra di eloquenza latina all’Università.

Mario Bonu

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