Casa Manai chiusa Oggi sit in a Sassari davanti alla sede Ats

Sindacati e lavoratori protestano per il trasloco dei malati Il trasferimento dei pazienti psichici disposto dal magistrato 

BONORVA. L’intervento dei responsabili dell’Assl che, giovedì, con il supporto e controllo dei carabinieri, hanno spostato i pazienti dalla residenza psichiatrica “Casa Manai” per trasferirli alla residenza di Rizzeddu, a Sassari, ha stupito non poco gli operatori della struttura e quanti hanno assistito all’operazione. Il provvedimento che in un primo momento è sembrato frutto di un’azione repentina ed ingiustificata, in effetti, secondo i chiarimenti di alcuni amministratori ed addetti ai lavori, si è svolto nel rispetto di precise procedure.

La presenza dei carabinieri era dovuta a un’autorizzazione rilasciata dal magistrato di turno al quale pare sia stato posto il problema di completare un servizio sanitario speciale per salvaguardare la serenità dei malati psichiatrici che, nei giorni scorsi, secondo la valutazione dei medici dell’Assl, pare avessero subìto, e in qualche caso manifestato, un chiaro stress psicologico a causa delle voci insistenti su un trasferimento dalla Casa Manai.

I pazienti sono stati immediatamente trasportati alla struttura di Rizzeddu di Sassari da dove, in seguito alla valutazione medica per ciascun malato, dovranno essere spostati per essere sistemati in strutture residenziali psichiatriche adeguate per la realizzazione dei programmi di riabilitazione personalizzati di natura terapeutica o sociale. L’iniziativa, sicuramente non prevista nelle modalità con cui è stata realizzata, ha contribuito ad alimentare il malumore che, fin dal mese di novembre, con le prime informative dell’Assl di Sassari alla Elleuno,( la cooperativa con sede a Casale Monferrato, che, dal 1998, gestisce la Casa Manai), si era ingenerato fra i 23 operatori impegnati nella struttura, le organizzazioni sindacali ed i familiari dei malati.

I sindacati avevano aperto immediatamente un tavolo di discussione e confronto e contestato l’inerzia dell’Assl nel porre riparo alle deficienze segnalate dai carabinieri del Nas per rendere perfettamente utilizzabile la struttura. In particolare la Federazione Sindacati indipendenti (Fsi) ha ritenuto “inacettabile che le strutture esistenti siano chiuse solo perché l’Assl non ha proceduto alla riconversione, come imposto dalla normativa vigente” e, con gli altri sindacati, ha dichiarato la propria disponibilità a discutere del problema anche per trovare la giusta ricollocazione ai 23 operatori che rischiano il posto di lavoro.

Il malumore dei sindacati ha già dato un primo segnale con il rifiuto di partecipare all’inaugurazione della nuova sede dell’Ats, in piazza Fiume a Sassari, prevista per stamani alle 11. «L’assemblea dei quadri ed Rsu della Fp-Cgil, Fp-Cisl e Uil-Fpl – si legge in un comunicato – ha deliberato, visti i continui atteggiamenti unilaterali assunti dalla Direzione Generale dell'Ats, di convocare tutte le lavoratrici e lavoratori per oggi, sabato, alle 10, davanti alla sede centrale dell'Ats in piazza Fiume a Sassari, per manifestare il nostro dissenso in occasione dell'inaugurazione ufficiale della nuova sede». Sulla chiusura della Casa Manai sono intervenuti consiglieri, assessori e parlamentari che hanno stigmatizzato il comportamento dell’amministrazione regionale e dei vertici dell’Assl che, secondo il consigliere regionale Marco Tedde, hanno favorito «un processo di desertificazione e impoverimento dei servizi sanitari nel nord Sardegna
e, nonostante la domanda di servizi psichiatrici non diminuisca, dopo aver tagliato e chiuso ad Ozieri e Alghero, adesso si accingono a rincarare la dose chiudendo Casa Manai, una delle più importanti strutture nel campo dell’assistenza e riabilitazione psichiatrica del nord Sardegna».

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