L’agricoltura in crisi si raduna a Tula

Domani concentramento dei trattori nel paese logudorese per rispondere all’appello della Coldiretti

TULA. Il malcontento che serpeggia da tempo nel mondo dell’agricoltura continua a farsi sentire e tra crisi del prezzo del latte, siccità perdurante e stretta del sistema creditizio il comparto sta vivendo un periodo che dirsi nero è dire poco. La Coldiretti del Nord Sardegna, proprio per sottolineare ancora una volta le difficoltà del mondo agricolo, ha questa volta chiamato i suoi a Tula e domani mattina i trattori entreranno nel piccolo paese logudorese in corteo e si incontreranno alle 11 davanti all’Auditorium comunale, in Corso Repubblica. La manifestazione segue di pochi giorni la protesta portata in scena a Cagliari dalla Coldiretti Nuoro-Ogliastra e rientra nello stato di mobilitazione annunciato nei giorni scorsi per cercare una soluzione ai tanti problemi del settore. Ritardo nel primo insediamento, pagamento dei premi comunitari, domande per interventi strutturali ferme con le concessioni in scadenza, refresh, ristori per le calamità naturali, prezzo del latte, Psr, vaccinazione dei bovini per la movimentazione dei capi verso il continente sono alcuni tra i tanti problemi che affliggono oggi l’allevatore e ne rendono di fatto impossibile la sopravvivenza. «Dopo un’annata pessima, caratterizzata dalle bizze del clima che hanno portato gelate in primavera e caldo in autunno, stiamo assistendo a un inizio del 2018 ancora peggiore: le temperature sono ben oltre la media stagionale e i livelli d’acqua presenti nei bacini di tutta l’Isola sono sempre più preoccupanti, anche alla luce della carenza di precipitazioni – ha affermato il presidente della Coldiretti Nord Sardegna, Battista Cualbu –. L’ennesima beffa che, se sommata a tutti i problemi puntualmente denunciati dalla Coldiretti nel corso degli ultimi mesi, sta portando il comparto al collasso. È ora che le istituzioni prendano atto di questa lunga lista di disagi e sostengono l’agricoltura sarda con risposte concrete. In caso contrario quei giovani a cui si chiede di scommettere e di innovare in agricoltura saranno costretti a fare le valigie e ad andare via dalla Sardegna». «La manifestazione di giovedì è solo la prima di una lunga serie di proteste che caratterizzeranno lo stato di agitazione – ha aggiunto il direttore della Coldiretti Nord Sardegna, Ermanno Mazzetti -. Il malcontento nel nostro territorio è sempre più diffuso ed è trasversale a tutti i settori
dell’imprenditoria. Agricoltori, pastori, allevatori lamentano perdite ingenti ai propri bilanci aziendali a prescindere dall’ambito di propria competenza. Ancora una volta chiediamo con forza alla Regione Sardegna di risolvere le tante vertenze aperte».

Francesco Squintu

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