Catene, transenne e new jersey per “blindare” il porto turistico

Messa in sicurezza l’area di accesso al molo, che sarà completamente interdetta alle auto Il vero problema rimane però il bando per la gestione e la mancanza di elettricità e acqua

PORTO TORRES. Capitaneria di porto e Autorità di sistema portuale hanno posizionato ieri mattina la catena di interdizione al traffico veicolare e i new jersey all’interno del porto turistico. Si tratta della prima applicazione a quanto concordato dagli enti interessati nelle precedenti riunioni – soprattutto per evitare che le auto possano finire in mare – e la copia delle chiavi di ingresso andranno esclusivamente a carabinieri, Authority e Capitaneria per eventuale accesso dei mezzi di soccorso.

Nei primi giorni della settimana si sono visti anche alcuni subacquei che controllavano lo stato dell’arte dei pontili galleggianti della struttura portuale, come deciso il mese scorso dalla stessa Autorità di sistema, e ora la speranza è che si arrivi presto a formulare il bando della gara di appalto per poter poi dare finalmente (dopo due anni) la gestione del molo turistico.

Ci sono infatti ancora quelle criticità che permangono e che hanno costretto diversi diportisti di nazionalità straniera ad abbandonare gli ormeggi e mettere la prua verso altri lidi. Anche l’Autorità marittima aveva scritto diverse volte alla Port Authority per segnalare il disagio patito dai proprietari delle imbarcazioni, che hanno lamentato più volte la mancanza di acqua ed energia elettrica dalle colonnine dei pontili galleggianti e del personale addetto alle pulizie e al ritiro rifiuti. La club house che dovrebbe fungere da punto di riferimento per tutta la logistica dello scalo è in condizioni pessime dal punto di vista igienico-ambientale e probabilmente resterà tale fino a quando non sarà nominato un gestore. Il fatto che tutti i componenti interessati alla gestione del molo turistico si siano riuniti nelle settimane scorse – su invito ufficiale del comandante della Capitaneria – fa ben sperare in una soluzione almeno prima dell’estate: chiunque voglia programmare l’attività all’interno del pontile deve infatti conoscere perfettamente in quali condizioni viene concessa la struttura.

I pontili necessitano di manutenzioni al galleggiamento, al piano di calpestio, alle catenarie di ormeggio, ai corpi morti e alle colonnine di erogazione delle utenze. La banchina in muratura ha invece necessità di ripristino e consolidamento, soprattutto del ciglio per tutta la sua lunghezza, mentre l’impianto elettrico è da riportare totalmente in sicurezza e a norma insieme a quello idrico e antincendio.

L’investimento per il ripristino di quei servizi essenziali può essere valutato in centinaia di migliaia d’euro, ed è quindi necessario capire se queste spese saranno a carico dell’Autorità di sistema portuale
o del nuovo concessionario, che poi dovrebbe eventualmente scomputarle dal pagamento del canone annuo. Un quesito che dovrebbe risolvere il presidente della nuova Authority, Massimo Deiana, il cui obiettivo rimane sempre quello di voler dare la gestione del porto poco prima dell’estate.

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