Olio, a Ittiri l’annata si è chiusa al top

Produzione di qualità per l’extravergine grazie all’assenza della mosca olearia e raccolta anticipata

ITTIRI. Si chiude, con risultati più che soddisfacenti, la campagna olivicola 2107/2018 che, per fattori legati alle condizioni climatiche, ha fatto registrare un danno vicino allo zero grazie alla totale, o quasi, assenza della mosca olearia. La “bactrocera oleae”, questo il nome scientifico, è il peggior nemico delle olive. Infatti, la sua azione dannosa consiste nel deporre delle uova all'interno delle drupe dove si sviluppano le larve che si alimentano della polpa causando un danno sul prodotto finale, l’olio extravergine, che a causa della marcescenza delle olive presenta un sapore poco gradevole, con l’alterazione delle caratteristiche proprie di un buon olio.

Con un prodotto di qualità al top è possibile quindi, presentarsi sul mercato strappando un prezzo equo o quasi, visto che la maggior parte degli oliveti, a Ittiri e nel territorio, insistono su zone collinari e in alcuni casi, con forti pendenze che impediscono l’utilizzo delle moderne attrezzature che abbattono sensibilmente i costi di produzione. In molti oliveti si è costretti a far uso di abbacchiatori portatili che, per i tempi di raccolta, e quindi per le spese conseguenti, porterebbero il prezzo a valori “fuori mercato”. Tuttavia, almeno i grossi e medi produttori che commercializzano il loro prodotto oltre Ittiri e il suo territori, ma anche fuori della Sardegna, sull’olio dell’annata che sta per chiudersi riescono a spuntare prezzi interessanti, fattore che crea indotto sopratutto tra i giovani che, sempre in numero maggiore, vogliono scommettere sulla produzione di un elemento trainante per l’economia locale. Quest'anno il prezzo dell'extra vergine di oliva nel mercato locale lo si acquista a 7 euro il litro, contro i 5,5-6 euro della passata annata. Tra i fattori che hanno concorso alla produzione di olio di eccellenza, oltre alla mancanza della mosca olearia, la raccolta anticipata e il netto miglioramento dell’anello finale del ciclo produttivo, rappresentato dai tre frantoi che operano a Ittiri che dispongono di
attrezzature all’avanguardia, con le quali si controllano le temperature durante tutto il ciclo lavorativo. Temperature sopra certi valori fanno perdere o ridurre sensibilmente elementi caratterizzanti un buon extra vergine, quali aromi e gusti .

Vincenzo Masia



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