Corsorzio industriale Salvatore Demontis è il nuovo direttore

«Lascio il consiglio regionale e ritorno al mio lavoro» Polemiche sulla nomina: «Perché non concorso pubblico?» 

SASSARI. Il consigliere regionale Salvatore Demontis esce dalla scena politica e rientra nella vita professionale. Dimissioni da onorevole, ora indosserà i panni del direttore del Consorzio Industriale di Sassari.

Ma questo “atterraggio” su un’altra poltrona ha innescato una serie di polemiche. Il Cda del Consorzio infatti è emanazione della politica, visto che i rappresentanti sono espressioni del Comune di Sassari, di Porto Torres, Alghero e della Provincia. Quindi ogni nomina è vista come un legame a doppio filo con la politica. I malumori e le critiche riguardano essenzialmente tre punti: la scelta da parte del presidente del Consorzio Pasquale Taula di optare per una selezione interna, invece di trovare il sostituto attraverso un concorso pubblico. È stato il presidente della Provincia Guido Sechi a puntare il dito e i piedi contro la procedura interna. Ma anche i grillini di Porto Torres non erano affatto entusiasti.

L’altra è il tempismo nella nomina: poco prima delle elezioni, parentesi giudicata inopportuna. E infine, terzo tasto dolente, il fatto di “sistemare” un politico di lungo corso.

Il quadro generale è questo, vediamo il punto di vista dei protagonisti. Innanzitutto i voti all’interno del Cda: a favore di Demontis il presidente Taula, i delegati del Comune di Sassari e Alghero, un rappresentante della Provincia, astenuto Porto Torres, il secondo rappresentante della Provincia (Apeddu) prima del voto ha lasciato la stanza. Quindi tre sì, un astenuto e un assente.

All’interno del Pd non sembra esserci grande fermento su questa vicenda: niente reazioni, niente polemiche, e non pare ci siano grosse strategie politiche. Anche nei giochi dei subentri in Regione la casella liberata da Demontis non pare sposti chissà quali equilibri. Valerio Meloni entra in ogni modo al posto di Gavino Manca (prossimo deputato). Stessa cosa per Raimondo Caciotto (se Ganau venisse eletto). Terza new entry sarebbe Tonino Orani, ma tutti questi retroscena sembrano un po’ forzati. Anche chi è finito sulla graticola, cioè Salvatore Demontis, sgombra il campo dalle dietrologie. Dice: «Si tratta semplicemente di una scelta di vita personale. Mi amareggiano molto le polemiche, perché fare politica, dalla società civile, è visto come un peccato originale. Quale sarebbe la mia colpa? Essere stato eletto Consigliere Regionale? Non è un elemento di demerito, io ne sono orgoglioso, come sono orgoglioso della mia esperienza nel Pd. Ho dedicato una parte della mia vita ad occuparmi della cosa pubblica e l’ho fatto con tutte le mie energie ma sono prima di tutto un ingegnere, e nello specifico un dirigente di ruolo del Consorzio industriale provinciale di Sassari. Chi si occupa di politica non può avere preclusa la possibilità di rientrare al proprio lavoro. Io dopo dieci anni sono semplicemente stanco, ho voglia di riprendere in mano il mio mestiere e la mia vita».

E prosegue: «Si è aperta questa possibilità all’interno del Consorzio. Nella mia domanda di partecipazione alla selezione, il 28 dicembre, mi ero già formalmente impegnato alle dimissioni dal Consiglio Regionale qualora fossi stato selezionato. Per maggior trasparenza le ho anticipate al 1 febbraio».

Anche il presidente Pasquale Taula difende con i denti la nomina: «Una scelta tecnica, e non politica. Portata avanti con un criterio di autonomia amministrativa, e difesa contro i tentativi di ingerenza della politica. La Provincia sostiene che la strada più corretta e trasparente sarebbe stata il concorso pubblico aperto? Io ho ragionato negli interessi dell’impresa: ho due dirigenti Demontis e Dessì, più un direttore prossimo alla pensione. Tutti e tre sono assunti con lo stesso contratto. Io sinceramente preferisco sostituirlo con uno dei due dirigenti, piuttosto che assumerne un terzo da fuori. Risparmio circa 100mila euro all’anno, e posso contare su una persona di fiducia. Ritengo che Salvatore
Demontis abbia competenze e requisiti per ricoprire il ruolo di direttore».

Resta le perplessità sul calendario: «Che colpa ne ho se l’attuale direttore Pulina compirà 66 anni e 7 mesi il 12 di febbraio e le elezioni sono state fissate quando lui è maturo per la pensione?».

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