Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Progetto Ozieri interviene sul minieolico

OZIERI. A quando l’entrata in funzione dell’impianto minieolico dell’ippodromo di Chilivani e la conseguente erogazione delle previste premialità? A chiederlo è la minoranza consiliare Progetto...

OZIERI. A quando l’entrata in funzione dell’impianto minieolico dell’ippodromo di Chilivani e la conseguente erogazione delle previste premialità? A chiederlo è la minoranza consiliare Progetto Ozieri, che a più di due anni dalla partenza del progetto, avviato dalla precedente giunta, chiede conto all’amministrazione in carica dello stato dell’arte dell’iniziativa, inserita nel Paes (piano d’azione per le energie sostenibili sostenuto dai fondi Smart City) sottoscritto con i Comuni di Erula e Tula che prevedeva la creazione nella struttura sportiva di un Parco della Sostenibilità. Il piano comportava la creazione all’interno dell’ippodromo di un impianto minieolico da 60 kilowatt, del costo di circa 275 mila euro: impianto che è stato creato, ma che non è mai entrato in funzione. Cosa è successo? si chiedono i consiglieri di minoranza Adriana Sotgia e Nico Mundula. Domanda che aleggia da tempo, e che è diventata nei giorni scorsi più pressante in seguito alla crisi che ha investito l’ippodromo e che ha fatto “tornare in mente” i vari progetti che negli scorsi anni erano stati pensati per creare da esso degli introiti e trovare anche forme di autofinanziamento. «Come mai l’impianto in oggetto non è entrato ancora in produzione? – chiedono i consiglieri Mundula e Sotgia –. Sono state fatte verifiche per il rispetto del cronoprogramma e, se sì, quali sono eventualmente i risultati? Il mancato avvio dell’impianto – è la terza domanda dei consiglieri di Progetto Ozieri – può pregiudicare l’erogazione delle premialità a fondo perduto nella misura massima del 50 per cento dei costi totali, riconosciuti ammissibili dal fondo se realizzati con le modalità e secondo la tempistica previsti dal cronoprogramma iniziale?». (b.m.)