Medico e indagato, il sindaco di Bonorva è pronto a dimettersi

D’Agostino accusato di aver causato il suicidio di un recluso Ma la maggioranza gli conferma la fiducia, lui prende tempo

BONORVA. Il sindaco Massimo D’Agostino pronto a dimettersi dopo il suo coinvolgimento in un’inchiesta giudiziaria, ma la maggioranza rifiuta e lui prende tempo per la decisione finale. La vicenda che ha portato il primo cittadino a mettere a disposizione il proprio mandato è quella che lo vede accusato di omicidio colposo in seguito al suicidio di un detenuto nel carcere sassarese di Bancali che seguiva nel suo incarico di medico penitenziario. Il prossimo 19 aprile si terrà il processo con giudizio immediato davanti al giudice monocratico di Sassari.

La riunione di maggioranza. Così sabato mattina, nella sala della giunta comunale, si è riunito il gruppo di “Idee per cambiare Bonorva” che nelle elezioni del 5 giugno 2016 aveva vinto il confronto elettorale con largo margine e ottenuto la nomina a primo cittadino di Massimo D’Agostino. Gli otto eletti hanno risposto alla convocazione urgente del sindaco per valutare la sua posizione in relazione al procedimento che lo vede coinvolto, per questioni inerenti alla sua professione. D’Agostino, dopo avere brevemente parlato di un provvedimento che lo amareggia fortemente e potrebbe costituire un intralcio alla sua attività di amministratore comunale, ha dichiarato la propria disponibilità a rimettere il mandato a suo tempo affidatogli dalla popolazione di Bonorva. Una decisione che è maturata per evitare ogni possibile strumentalizzazione e coinvolgimento del Comune nelle sue questioni private. Al momento, a suo parere, poteva essere l’unica soluzione per sanare una situazione di disagio.

Dimissioni respinte. Dopo una intensa discussione ed aver rifiutato l’ipotesi delle dimissioni, legate a una particolare e personale circostanza che, nulla ha quindi a che vedere con le questioni amministrative e considerato anche che, a livello operativo sono aperte numerose pratiche che, nei prossimi mesi, potrebbero modificare lo status del paese, i componenti il gruppo hanno ritenuto estremamente difficile e improvvido pensare ad un abbandono da parte del primo cittadino, specie per una vicenda che non ha alcuna attinenza con l’amministrazione del comune, il gruppo ha confermato piena fiducia all’operato della giunta e del sindaco augurandosi che tutto si risolva nel migliore dei modi. Massimo D’Agostino, pur confortato dalle parole e giudizi espressi dai componenti il gruppo di maggioranza, ha chiesto ancora qualche giorno per riflettere, ma ha anche lasciato la porta aperta ad un veloce ripensamento.

La lettera ai cittadini. Nei giorni scorsi, il sindaco aveva scritto una lettera aperta ai suoi cittadini, che in gran numero gli avevano espresso tutta la loro solidarietà. Una lettera nella quale, dopo avere illustrato brevemente il suo iter professionale, ricordava: «Ho fatto il mio lavoro (medico penitenziario, appunto), un lavoro bellissimo, nel quale ho sempre creduto e ho scommesso tutto, tutta la mia vita, nel modo migliore che ho potuto, dedicandogli tempo, famiglia, ogni energia, ogni festività. In carcere ho visto cose impensabili – ha continuato –, sofferenze di ogni natura, ho conosciuto le paure, quelle vere. Ho visto gente di ogni tipo, vissuto e affrontato esperienze che la maggior parte dei miei colleghi non riusciranno ad avere. In carcere, però, ho anche vissuto storie bellissime, ho visto persone rinascere, piangere, pentirsi, sognare di ricominciare. Quando ho potuto, come ho potuto, ho cercato di aiutare, ho cercato di stabilire un nesso umano in tutta quella tristezza e ho visto passare, davanti a me, l'intero campionario dei sentimenti umani. So di aver fatto il mio
dovere e di non avere niente da rimproverarmi, ha osservato, e so che la mia coscienza è pulita, come sempre. Sono comunque disponibilissimo a essere sottoposto a tutti i giudizi possibili e, naturalmente, qualora avessi sbagliato, sono prontissimo ad assumermi la mia responsabilità».

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