Progetti mai realizzati e l’area artigianale muore

Mancano i servizi essenziali quali illuminazione pubblica e trasporto urbano Le imprese attendono la banda larga e denunciano bollette dell’acqua elevate

PORTO TORRES. Una zona artigianale dequalificata e poco valorizzata rispetto alle attese, quella che si presenta agli imprenditori rimasti in attività e a chiunque si trovi a transitare lungo via Pigafetta. Mancano servizi essenziali come l’illuminazione pubblica e tanti altri vantaggi che sia la politica e sia il Consorzio industriale provinciale hanno elencato solo a parole.

«La nostra azienda opera da oltre 25 anni all’interno della zona artigianale – dice Gennaro Dimeglio – e nel tempo abbiamo visto dirigenti del Consorzio fare solo promesse poi mai mantenute: l’illuminazione pubblica è inesistente, nel senso che mancano anche i pali della luce, e nelle sere invernali i saliscendi della strada diventano pericolosi per chiunque transiti».

Manca un servizio di trasporto pubblico, come quello dell’Atp, che potrebbe dare supporto a chi non ha l’auto e vorrebbe fare acquisti in alcuni esercizi commerciali della zona. «L’unico servizio continuativo del Cip è quello dello sfalcio dell’erba che viene su rigogliosa nelle aree di sua competenza – aggiunge Dimeglio –, ma certamente non basta per valorizzare a dovere l’intera zona.

Negli ultimi mesi alcune aziende storiche sono andate in crisi per mancanza di commesse e altre sono sull’orlo della chiusura perché indebitate. «Manca un vero progetto di interportualità unitamente al Punto franco – dichiara un altro imprenditore –, perchè da queste due proposte dovevano venire i vantaggi per l’intero sistema economico del nord Sardegna: oltre ai vantaggi fiscali per chi si insedia, infatti, tutto il sistema portuale fino a quello delle navi crociera e del diporto nautico avrebbero mille ragioni per approdare nella nostra città».

Argomenti di cui non si parla più nelle stanze politiche che contano, se non in campagna elettorale, compresa la proposta di incentivi (sgravi fiscali, dei tributi, abbattimento costi smaltimento rifiuti e acqua industriale) per chi vuole fare impresa nella zona artigianale-industriale. «Basti pensare che il Cip chiede importi forfettari sul consumo dell’acqua molto elevati – aggiunge un artigiano –, facendo venir meno alla voglia di investire in questo territorio. Mentre in altre nazioni aree e capannoni vengono affidati per un decennio a titolo gratuito per insediarsi e avviare nuove intraprese». Manca un unico sistema di leggi che semplifichino la vita di chi fa impresa e, a quanto pare, manca totalmente la fornitura della banda larga veloce adeguata
e interconnessa al sistema industriale. Negli anni scorsi si era discusso a più riprese anche del sistema integrato del trasporto (gommato-rotaie-mare)che doveva partire dalle Autostrade del Mare, mai decollato, e che avrebbe consentito tariffe competitive per chi produce ed esporta.

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