Sassari, le strade come trincee: una buca ogni due metri

Il Comune inizia ad aprire i cantieri e annuncia lavori per sette milioni di euro. Il manto dissestato continua a essere causa di incidenti ad auto e pedoni  

SASSARI. La promessa del Comune è di rimettere in sesto in cinque mesi tutte le strade e i marciapiedi della città. Un piano di lavori di manutenzione straordinaria che non si vedeva da trent’anni e che dovrebbe restituire dignità a molte delle vie urbane che oggi somigliano più a delle trincee che a delle arterie di collegamento cittadine.

E sì, perché se in molte zone del centro iniziano a comparire reti arancioni ed escavatori per le opere di cablaggio della città, quasi ogni strada cittadina può già vantare la sua bella buca o il vecchio rattoppo scorticato dal passaggio delle auto e dei mezzi pesanti. Basta attraversare su due ruote i vari quartieri cittadini per rendersi conto di persona quanto ogni giorno ciclisti, motociclisti ma anche pedoni e automobilisti rischino la vita. Quasi ogni due metri di trova un ostacolo che costringe gli utenti della strada alla massima prudenza. Le buche sono ovunque e non fanno sconti a nessuno. Da Predda Niedda al centro cittadino, passando per la parte ottocentesca della città, fino ad arrivare ai quartieri periferici e alle borgate è una corsa ad ostacoli che mette a dura prova sospensioni e ammortizzatori.



Ci sono strade, anche molto frequentate e centrali come via Carlo Alberto, che sembrano bombardate. Il manto stradale nel tratto centrale della via che conduce a piazza d’Italia sta letteralmente sprofondando. In via Repubblica Romana, la strada che collega via Pasquale Paoli alla palestra del Meridda e all’istituto d’Arte, l’asfalto sembra quasi grattato via da una ruspa ma le segnalazioni dei residenti per anni sono cadute nel vuoto. Proseguendo il viaggio per la città e attraversando via Torres, bisogna procedere praticamente a passo d’uomo per non rischiare di finire dentro una delle tante buche presenti sull’asfalto. A poche centinaia di metri da qui, in via Enrico Costa, sotto le mura del vecchio carcere di San Sebastiano, spunta una voragine proprio in mezzo alla strada, come una ferita aperta che non si rimargina. «È così da anni - commenta un commerciante della zona - sa quanti motociclisti sono caduti e quanti ogni giorno rischiano l’osso del collo da anni per colpa di quella buca». La situazione non cambia, anzi peggiora, tra le vie interne della zona industriale di Predda Niedda dove è anche più frequente il passaggio di mezzi pesanti. Il Comune conosce molto bene la situazione e ha annunciato che il piano di manutenzione straordinaria costerà 7,5 milioni di euro: 6 sono disponibili grazie a un mutuo, e il resto è stato recuperato a bilancio da fondi non utilizzati in precedenza. Si tratta solo di aspettare qualche mese e la città sarà come un tavolo da biliardo, nel mentre è bene procedere sempre con grande prudenza.

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