omicidio colposo NELL’EX CASA DI RIPOSO 

Ospite annegò negli orti di San Pietro, verso la sentenza

SASSARI. Per la Procura ci fu una responsabilità precisa della presidente dell’ex casa di riposo Regina Margherita nella morte di Angelo Cosseddu, poliziotto in pensione di 59 anni, ospite della...

SASSARI. Per la Procura ci fu una responsabilità precisa della presidente dell’ex casa di riposo Regina Margherita nella morte di Angelo Cosseddu, poliziotto in pensione di 59 anni, ospite della storica struttura. Cosseddu, il 30 settembre del 2009, si era svegliato di buon mattino, era uscito dall’edificio che ospita gli anziani, aveva oltrepassato il limite che separa l’area della chiesa dagli orti di San Pietro e aveva raggiunto i vasconi del Quattrocento, colmi di melma e detriti. Secondo il pubblico ministero quello spazio era pericoloso e la responsabile della casa di riposo non avrebbe dovuto permettere che gli ospiti lo raggiungessero con facilità. La presidente del consiglio d’amministrazione Maria Luisa Ganadu era finita a processo con l’accusa di omicidio colposo perché avrebbe dovuto mettere in sicurezza la zona, rimuovere una situazione di pericolo rappresentata proprio da vasche non recintate e da un pozzo non protetto. Di diverso avviso l’avvocato difensore dell’imputata, Giuseppe Conti, che ha sempre sostenuto la tesi del suicidio. Tesi supportata da una consulenza di parte che in sostanza ha stabilito che la zona in cui fu trovato il cadavere di Cosseddu era talmente impervia che l’unica ricostruzione possibile è quella secondo cui la vittima raggiunse quel punto con il preciso intento di suicidarsi. Secondo la difesa l’ex agente si sarebbe arrampicato su una sorta di barriera per poi buttarsi giù. Ricostruzione che solleverebbe l’imputata dal sospetto di non aver garantito la sicurezza per i suoi pazienti. L’esame autoptico aveva rivelato come causa della morte l’annegamento, abbastanza scontata, che non ha aiutato certo a definire la dinamica. Cosseddu si allontanò volontariamente dal ricovero accanto alla chiesa di San Pietro. Pare che in passato avesse manifestato i segni di una depressione che lo incupiva spesso. Ma questa circostanza non ha potuto dare certezza
sulla causa della morte: suicidio o incidente.

Ieri mattina, davanti al giudice monocratico Maria Teresa Lupinu, si è chiusa l’istruttoria dibattimentale e il processo è stato rinviato al prossimo 15 marzo per la discussione. Subito dopo è prevista la sentenza. (na.co.)

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