Volò giù dal balcone, a giudizio il compagno

Il pm: «Non fu un incidente, voleva ucciderla». Rigettata la richiesta di patteggiamento del 40enne

SASSARI. Il pm ha detto no alla richiesta di patteggiamento presentata da Patrizia Marcori, l’avvocato che difende Gianluca Delrio, il quarantenne originario di Alghero in carcere dallo scorso luglio con l’accusa di tentato omicidio. Troppo pochi, per il sostituto procuratore Maria Paola Asara, 4 anni e dieci mesi di reclusione (questa era la proposta di patteggiamento) rispetto alla gravità di quanto accadde a Sassari il 23 luglio del 2017.

Secondo gli elementi raccolti nella prima fase delle indagini sarebbe stato Delrio – al culmine di un violento litigio – a provocare la caduta della compagna Leymary Fernandez Rodriguez, cubana di 43 anni. La donna era precipitata dal secondo piano, da una altezza di circa otto metri. La caduta era stata in parte attutita dalla vegetazione del giardino oltre il marciapiede. Il drammatico episodio si era verificato, poco dopo le 5.30 del mattino in piazza Bottego nel quartiere Latte Dolce. Alcuni residenti avevano sentito prima le urla, oggetti gettati a terra, poi la caduta della donna dal balcone. Erano stati proprio i vicini di casa a dare l’allarme e a fare scattare i soccorsi: la donna era stata trasportata in ospedale a bordo di un’ambulanza dopo avere ricevuto le prime cure degli operatori del 118. Era arrivata al pronto soccorso in codice rosso e i medici ne avevano disposto il ricovero con prognosi riservata.

Secondo il pm, che ha chiesto il giudizio immediato per Delrio, l’uomo «dopo aver offerto da bere del metadone alla Rodriguez (facendole credere che si trattava di uno sciroppo per la tosse), dopo aver tentato di iniettarle sostanza stupefacente in un braccio con una siringa e dopo averla percossa, la spingeva per due volte dalla porta-finestra dell’abitazione al secondo piano di una palazzina per scaraventarla al di fuori, la prima volta non riuscendo a defenestrarla perché quest’ultima riusciva a tenersi a lui, la seconda volta invece riuscendoci, determinando la precipitazione della Rodriguez al suolo». Il pm aggiunge che la donna non morì solo perché erano intervenuti subito i soccorritori che l’avevano accompagnata in ospedale.

Lui si è sempre difeso sostenendo che tra i due fosse proprio lei la violenta. E che quel giorno di luglio la donna cadde dal balcone perché entrambi avevano bevuto e assunto droghe. All’imputato è contestato anche il reato di maltrattamenti: «Con continue umiliazioni, minacce, percosse, ingiurie, aggressioni fisiche e verbali, imponeva alla donna un regime di vita intollerabile – scrive la Asara – esponendola alla sua incontrollata aggressività» fatta di «calci, pugni e schiaffi su tutto il
corpo. Almeno una volta ferendola con un coltello, minacciandola di continuo, in particolare di morte nel caso in cui lei lo avesse denunciato. Una volta minacciandola con l’acido muriatico» per finire con la defenestrazione del 23 luglio. Delrio che sarà processato con rito abbreviato.

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