Completato il restauro della chiesa di Cargeghe

I lavori hanno riscoperto elementi architettonici oscurati da precedenti interventi I fondi sono stati messi a disposizione dal Comune e dall’Arcidiocesi di Sassari

CARGEGHE. Sono giunti a conclusione i lavori di restauro della chiesa parrocchiale dei Santi Quirico e Giulitta. L’intervento, finanziato dal Comune e dall’Arcidiocesi di Sassari, ha visto la collaborazione dell'Ufficio Beni culturali della diocesi e della Soprintendenza di Sassari e Nuoro. «Grande è la soddisfazione dell’amministrazione comunale per l’ottimo risultato conseguito – ha dichiarato il sindaco Franco Spada – grazie agli enti che vi hanno contribuito e all’impegno di progettista, direzione lavori e maestranze». È stato, insomma, un lavoro di èquipe ben coordinato che alla fine ha dato i suoi frutti. L’intervento appena concluso ha riguardato tutte le superfici esterne della chiesa, compresa la manutenzione e la sostituzione di alcuni infissi. Oggi la parrocchiale appare ancora più bella al centro dell’ampio piazzale che reca incastonate le pietre sonore di Sciola, grazie agli intonaci a base di calce che hanno sostituito quelli cementizi, che avevano arrecato problemi di umidità. Con una’analisi stratigrafica il colore della facciata è stato poi riportato a una tonalità più vicina a quella che era in origine, che ben si inserisce nel più complessivo intervento di riqualificazione di quell'area del centro storico avviata a partire dal 2007. Si è inoltre intervenuto sulle coperture e sulle impermeabilizzazioni, oltre che sul sistema di scarico delle acque piovane, così da garantire, oltre agli aspetti estetici, una maggiore salubrità di tutto il fabbricato, preservandolo meglio per il futuro. Nel corso dei lavori si è avuta anche qualche interessante sorpresa, come quella del recupero di alcuni elementi architettonici che, a causa dei diversi lavori di manutenzione e restauro succedutisi nel tempo, erano stati oscurati. In particolare sono stati riportati a vista i conci di pietra lavorata alla base delle lesene che scandiscono la facciata principale e, soprattutto, sempre in pietra lavorata, la cornice del portale principale e, al di sopra dell’architrave di quest’ultimo, un arco. Con tutta probabilità, secondo i tecnici, dato il tipo di pietra impiegato e la tipologia di lavorazione, confrontabile con altri elementi che si rinvengono nella facciata meridionale, potrebbero essere elementi architettonici dell’originario edificio di culto risalente perlomeno al XV secolo, che ha subito nel corso del tempo numerose aggiunte e modifiche: l’attuale facciata risale, infatti, probabilmente alla prima metà dell’800. «Quello della cooperazione e della compartecipazione economica tra enti locali ed enti religiosi nella salvaguardia degli edifici di culto, che rappresentano una parte rilevantissima del patrimonio culturale, artistico e identitario
delle nostre comunità – conclude il sindaco Spada – è un modello positivo, una strada impiegata a Cargeghe per la prima volta in questa occasione e che, visto il risultato, si intende percorrere anche per altri interventi sui quali si sta già lavorando».

Pietro Simula

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