Donatella Spano: «Quello della Pelosa è un modello esemplare, unico in Italia»

L’assessore all’Ambiente Spano elogia il progetto: l’erosione costiera è un’emergenza nell’isola

STINTINO. «Il progetto per La Pelosa tiene conto del valore inestimabile della spiaggia. Per questa ragione è stato sviluppato alla luce di solide analisi al fine di ripristinare il sistema dunale e conciliare la sua fruizione sostenibile». Così l’assessora regionale della Difesa dell’ambiente Donatella Spano, ieri a Stintino alla presentazione pubblica del progetto “Tutela, protezione e valorizzazione della spiaggia de La Pelosa”. «Un progetto esemplare – ha sottolineato – unico in Italia, e da mostrare al mondo intero».

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La titolare dell’Ambiente ha sottolineato poi l’impegno in atto da parte della Regione, che sul piano ha già investito 5 milioni, che hanno consentito di finanziare i primi due lotti funzionali. E altri potrebbero arrivare «Perché – ha spiegato – siamo convinti che ci possano essere altre risorse sulla programmazione territoriale o su altri bandi, europei o statali, che possano così concorrere al raggiungimento dell'obiettivo finale».

«Sull’erosione costiera stiamo portando avanti azioni strategiche – ha continuato Donatella Spano – in diverse zone dell’Isola per un investimento, dal 2014, pari a 18,4 milioni tra fondi Por e risorse statali, di cui 5,2 assegnati al nord Sardegna. Anche il progetto di Stintino è coerente con questa linea: in assessorato, infatti, abbiamo scelto l’approccio di delocalizzazione e messa in sicurezza, cioè puntiamo molto al ripristino degli ecosistemi attraverso la restituzione alla naturalità, ove possibile, della maggior parte di porzione di spiaggi».

Poi il commento al «coraggioso intervento». «Si tratta di un progetto molto virtuoso – ha sottolineato l’assessora – sia dal punto di vista della tutela ambientale sia da quello del turismo, in quanto la spiaggia della Pelosa soffre di un carico antropico che rende necessario un intervento rilevante. Lo stanziamento regionale di 1,5 milioni di euro nel 2014 completa il finanziamento del primo lotto funzionale e la somma che la Regione ha sinora dato al Comune è pari a 5 milioni di euro».

Finanzierà gli interventi per rimuovere 400 metri di strada litoranea e per la ricostruzione naturalistica del tratto con la creazione di una passeggiata lignea su pali. Ancora consentiranno il posizionamento dell’illuminazione pubblica e dei sottoservizi nella nuova passerella. Saranno inoltre riqualificati e completati i passaggi pedonali, e realizzata un’area di parcheggio pubblico in terra stabilizzata. Gli interventi riguarderanno anche la riqualificazione paesaggistica e architettonica della piazza La Pelosetta, la demolizione e ricostruzione parziale dell’edificio del centro servizi che ospiterà l’info point, il servizio di primo soccorso e i bagni pubblici e, infine, il miglioramento del deflusso idrico nelle aree della rotatoria e del parcheggio.

«È un progetto – continua l’assessora – che dimostra il coraggio di questa amministrazione e la Pelosa per il suo valore ecologico e quale risorsa economico-ambientale merita questa attenzione. E questo progetto, avviato nel 2006, si fonda su basi tecnico-scientifiche. Un punto di partenza importante per essere sicuri che il risultato finale sia quello giusto Quello che riporti la spiaggia, considerata una delle più belle al mondo, alla bellezza che si osserva ancora nella storiche cartoline di un tempo».

Dal 2014 al 2017 sono stati finanziati interventi di tutela delle coste e mitigazione del rischio idrogeologico nei Comuni di Alghero, Arbus, Badesi, Budoni, Cagliari, Calasetta, Capoterra, Dorgali, Pula, Posada, Porto Torres, San Teodoro, San Vero Milis, Sinnai, Sarroch, Sorso e Valledoria con un investimento di 18,4 milioni (di 14,5 milioni di euro di risorse del Programma Operativo FESR - Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2014-2020 e le altre statali). «Oltre che con la pianificazione regionale, coerente con quella nazionale – ha concluso Spano – siamo inoltre impegnati con il progetto europeo Maregot che punta a migliorare l’efficacia nel contrasto all’erosione, alla luce dell’accelerazione dei fenomeni legati al cambiamento climatico». (g.bua)
 

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