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Bonnanaro: sul Monte Pelao, a quasi 800 metri, il vigneto più alto dell’isola

Il monte Pelao

È nato qualche anno fa come un vigneto sperimentale, quasi una scommessa, un tentativo coraggioso di sfidare il clima e la tradizione del territorio

BONNANARO. È nato qualche anno fa come un vigneto sperimentale, quasi una scommessa, un tentativo coraggioso di sfidare il clima e la tradizione del territorio. Oggi sulla sommità vulcanica del Monte Pelao - a oltre 730 metri di altitudine - l’unico esempio in Sardegna di vigneto in altura, gode di ottima salute e regala uno spettacolo unico per gli occhi del visitatore. Nello straordinario terroir si producono vini minerali, caldi, vivaci e potenti, come solo la terra vulcanica riesce a dare.



La scommessa l’ha vinta Andrea Ledda, 70 anni, imprenditore mobiliere con il fiuto per gli affari che tre anni fa è riuscito a vincere la concorrenza di due imprenditori russi, tre siciliani e altri sardi e a mettere le mani sull’azienda “Matteu” che ad Arzachena produce il famoso Capichera.

«Abbiamo scelto questa terra per le nostre viti - racconta Antonio Serrra, l’uomo che manda avanti l’azienda vinicola Ledda - andando a selezionare i migliori esempi di viti centenarie presenti nella nostra area, creando da noi le barbatelle e realizzando attentamente i nostri impianti di allevamento». In queste colline e in queste valli l’uva matura vicino ai ciliegi e i grappoli prendono forza dalla terra calcarea e sabbiosa. «Tra i nostri filari - aggiunge Serra - non usiamo diserbanti, ma quando è necessario utilizziamo ancora la zappa come facevano i nostri nonni». Proprio a Bonnanaro, dove crescono le vigne delle Tenute Ledda, sono venuti alla luce per la prima volta i reperti di una cultura antichissima, che ha preceduto quella dei nuraghi. Non è difficile capire perché i gli antichi scelsero questa regione in cui oggi Andrea Ledda produce vini che stanno incassando premi e apprezzamenti in tutte le fiere d’Europa.