Non c'è pace per le volpi in Sardegna, due ritrovate impiccate a Osilo

La denuncia del Gruppo di Intervento Giuridico e della Lega per l'abolizione della caccia. Il nuovo episodio arriva dopo la barbara uccisione di un esemplare con un forcone

OSILO. Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Lega per l’Abolizione della Caccia hanno provveduto (21 febbraio 2018) a denunciare l’avvenuto rinvenimento (18 febbraio 2018) da parte di un escursionista di due esemplari di Volpe (Vulpes vulpes) impiccati a un albero nelle campagne vicino San Lorenzo, frazione di Osilo (SS). La denuncia ecologista è stata inviata al Comando generale e all’Ispettorato sassarese del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.



«A pochi giorni dal barbaro episodio dell’uccisione di una volpe presa da una tagliola a colpi di forcone da parte di un allevatore barbaricino, successivamente pubblicizzata con tanto di video su social network, anch’esso oggetto di una denuncia ecologista - si legge in una nota del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e della Lega per l’Abolizione della Caccia - siamo costretti a fare una nuova denuncia contro l’ennesimo atto di crudeltà verso animali che hanno l’unico torto di fare il proprio mestiere di predatori».

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«In Sardegna è, purtroppo, una costante: per esempio, nel marzo 2016 era stato il triste caso di una Volpe uccisa a colpi di zappa da un agricoltore delle zone interne con tanto di video diffuso sul web, mentre nel luglio 2016 era stata rinvenuta una volpe impiccata a una recinzione a Santa Barbara, lungo la strada per Villasimius (CA), vicende anch’esse denunciate alla polizia giudiziaria - continua il comunicato delle associazioni -. Non regge nemmeno la pretesa giustificazione dei danni al bestiame domestico, risarcibili a domanda e previa verifica dalla Regione autonoma della Sardegna tramite le Province e la Città metropolitana di Cagliari (art. 59 della legge regionale n. 23/1998 e decreto assessoriale n. 25/V del 27 agosto 2003). Chi con crudeltà e, magari, esibizionismo si rende responsabile di sevizie seguite da morte dell’altro animale ne risponde ai sensi degli artt. 544 bis e 544 ter cod. pen., nonché di caccia al di fuori dei periodi consentiti e con mezzi vietati (art. 30 della legge n. 157/1992 e s.m.i.)».

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Lega per l’Abolizione della Caccia auspicano che la polizia giudiziaria chiami al più presto il responsabile a rispondere anche di queste ultime crudeli vicende.

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