Burgos sogna il grande salto

Cinque milioni di euro per trasformare l’economia del paese. Il progetto: turismo sostenibile tra castello e foresta

INVIATA A BURGOS. È facile perdersi a Burgos. E non perché gli occhi siano distratti dalla bellezza di quel panorama mozzafiato che costringe lo sguardo a orientarsi verso il suggestivo castello che domina la vallata. Il motivo è molto più banale: manca la cartellonistica.

Sorride il sindaco Salvatore Arras quando glielo si fa notare: «Sì, è vero. Ma è dovuto al fatto che stiamo rifacendo la toponomastica». Vanno via re, regine e regioni d’Italia per dare spazio ai personaggi «che hanno fatto la storia di Burgos» puntualizza con un pizzico di orgoglio il primo cittadino. Ad esempio Gonario e Adelasia di Torres, tanto per citare le figure più prestigiose legate in particolare al castello fatto costruire intorno al 1129 su una collina granitica alta 647 metri.

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E sta proprio lì, in quella fortezza così imponente, la vera ricchezza del paese del Goceano. Un borgo antico e potenzialmente ricco di attrattive che ha però bisogno di maggiori servizi per poter sfruttare al meglio ciò che la storia e la natura gli hanno lasciato in dono. Ecco perché la riqualificazione del paese, anche dal punto di vista architettonico, è tra le priorità dell’amministrazione comunale. Poi c’è la seconda importante strategia di sviluppo che punta sulla valorizzazione della foresta, un agglomerato di sentieri attraverso i quali è possibile scoprire il patrimonio archeologico di questo territorio popolato sin dal Neolitico. Ne sono testimonianza le domus de Janas di S’Unighedda così come Sa Reggia, il maestoso nuraghe che è di certo la più importante eredità dell’età del Bronzo.

«Siamo stati al centro della storia della Sardegna», esordisce il sindaco Salvatore Arras, 57 anni, molto legato al suo paese. Che da anni gli dà fiducia: è la prima volta nel dopoguerra che, a Burgos, un sindaco viene riconfermato per il secondo mandato. Ce la sta mettendo tutta per far sentire la propria voce nei palazzi che contano, perché le proposte per far crescere il paese ci sono ma serve un sostegno economico rilevante per portare avanti le idee. «Eccolo qua – mostra orgogliosamente un malloppo di fogli – questo è il progetto per l’istituzione del Parco tecnologico della montagna mediterranea. Una proposta che ha come finalità lo sviluppo integrato e sostenibile delle attività forestali con quelle zootecniche tradizionali». La Regione dovrebbe finanziare cinque milioni di euro, andrebbero spalmati in sei anni e saranno spesi per sfruttare al massimo la vocazione turistica di Foresta Burgos nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. Tutto questo realizzando quella che dovrà essere la fattoria didattica più grande d’Europa e l’albergo diffuso. «Noi ci crediamo – dice convinto Arras – se arrivano i fondi siamo pronti a partire». Progetto che prevede il coinvolgimento di una decina di ricercatori («che ci sono già all’interno di Agris e Forestas» aggiunge il sindaco) che dovranno occuparsi dello studio di un modello di sviluppo del territorio che comprenda tutti settori. E che, una volta realizzato, «sarà autosostenibile – spiega il sindaco – e non avrà bisogno di finanziamenti a pioggia. La Regione ha pubblicato una manifestazione di interesse a titolo esplorativo per verificare se ci sono imprenditori che vogliono puntare sulla foresta, partendo dall’allevamento dei cavalli per arrivare al turismo sostenibile. Ma per il momento, a parte i convegni con le autorità regionali, di concreto non si vede nulla. Ci sentiamo abbandonati in questo senso, e anche un po’ presi in giro...»

Salvatore Arras sta investendo molto su questo lavoro, lo considera la più importante occasione per Burgos e per il Goceano in generale. E i numeri sono dalla sua parte: 30mila visite guidate all’anno in un suggestivo itinerario che comprende foresta, nuraghe, grotta, castello, museo. Un servizio impeccabile reso dalla cooperativa “Sa Reggia”. Ma ci sarebbe da lavorare molto di più, se ci fossero le risorse. E a questo proposito le parole del sindaco si ripetono: «Noi ci crediamo e soprattutto continueremo a crederci».

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