Si barrica in camera per sfuggire al ladro

La donna ha dato l’allarme al 112 e ha resistito all’assalto dell’uomo che poco dopo è stato arrestato dai carabinieri 

SASSARI. Quando ha visto nel cortile della villetta un uomo con il volto coperto da passamontagna e armato di coltello, ha preso una decisione al volo: si è rifugiata nella stanza da letto, ha chiuso la porta a chiave e ha chiamato il 112. La donna è rimasta collegata con l’operatore della centrale operativa dei carabinieri che le ha consigliato cosa fare e nel frattempo ha dirottato a “Badde Pedrosa”, nella zona di Taniga, alla periferia di Sassari, le pattuglie dei militari.

Per la donna, 50 anni, sassarese, sono stati però momenti terribili. Perché il rapinatore, dopo essere entrato in casa è salito al primo piano e ha cercato di forzare la porta della stanza da letto. Le ha urlato di uscire, poi è tornato nel cortile e con la donna che lo guardava da una delle finestre l’ha minacciata più volte: «Scendi giù, esci fuori...», le ha ripetuto mostrando il coltello che teneva tra le mani. La donna ha resistito senza farsi prendere dal panico e alla fine il ladro è stato costretto a scappare pochi attimi prima dell’arrivo dei carabinieri. Ma la sua fuga è durata davvero poco: i militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia - guidati dal maggiore Fabio Melci - l’ha intercettato mentre cercava di nascondersi nella campagne della zona. Si tratta di Maurizio Abozzi, 40 anni, sassarese, con diversi precedenti di polizia. L’uomo che è stato riconosciuto anche dagli abiti che indossava (così come ripreso dalle telecamere del sistema di videosorveglianza) è accusato di tentata rapina. É stato rinchiuso nel carcere di Bancali e domani mattina è prevista in Tribunale l’udienza di convalida (l’uomo è difeso dall’avvocato Claudio Mastandrea).

L’episodio si è verificato venerdì pomeriggio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Maurizio Abozzi (che risiede in quella zona) è arrivato nella villa - che forse aveva individuato dopo un attento sopralluogo - credendo che in quel momento non ci fosse nessuno. Indossava già il passamontagna quando la donna (che si trovava al piano superiore) l’ha notato. L’uomo ha iniziato a forzare la porta d’ingresso e la padrona di casa in pochi attimi ha deciso cosa fare: si è chiusa a chiave nella stanza da letto e ha dato l’allarme. Sono cominciati momenti terribili, perché il rapinatore si è reso conto della presenza della donna, ha lasciato gli oggetti che aveva preparato da portare via ed è salito al primo livello dell’abitazione. Ha iniziato a battere contro la porta per chiedere di aprire. Ha minacciato più volte la donna dicendo di essere armato. Una conferma arrivata poco dopo, perché Maurizio Abozzi è tornato all’esterno per farsi vedere con il coltello tra le mani. La donna ha sbirciato dalla finestra, e lui ha urlato più volte: «Apri, altrimenti torno su...».

La resistenza e il coraggio della signora, alla fine hanno costretto il rapinatore a desistere perché ha intuito che di lì a poco sarebbero arrivate le forze dell’ordine. E in effetti Maurizio Abozzi si era appena allontanato quando è giunta la prima pattuglia dei carabinieri. I militari hanno tranquillizzato la donna e hanno potuto subito visionare le immagini registrate dalle telecamere del servizio di videosorveglianza. Hanno visto chiaramente l’uomo che indossava il passamontagna e impugnava un coltello. Hanno diramato via radio le informazioni agli altri colleghi e, poco dopo, una pattuglia del nucleo operativo e radiomobile della compagnia ha intercettato una persona che corrispondeva alla descrizione fatta dai colleghi (in particolare indossava gli stessi abiti).

Maurizio Abozzi è stato arrestato e poi accompagnato in carcere a Bancali con l’accusa di tentata rapina, violazione di domicilio e detenzione di coltello di genere proibito.

L’operazione dei carabinieri si inquadra nell’ambito delle direttive impartite dal comandante provinciale,
il colonnello Luca Corbellotti, per contrastare la tipologia di reati (diversi i furti nella zona di Badde Pedrosa) che creano particolare allarme sociale e che è possibile arginare grazie anche a nuove tecnologie e metodologie di intervento.

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