Palloncini e lacrime per Gian Piero

Folla ad Alà dei Sardi per l’ultimo saluto al bimbo di 17 mesi morto per un’infezione polmonare

ALÀ DEI SARDI. «Dio asciugherà le vostre lacrime» dice don Vittorio dal pulpito della chiesa parrocchiale di Alà dei Sardi. Si rivolge a quel papà e a quella mamma che non staccano gli occhi dalla piccola bara bianca dove riposa il loro bambino.

Il dolore di una famiglia e di un’intera comunità si respirava ieri pomeriggio in ogni angolo della chiesa di Alà dei Sardi dove alle 15 si sono celebrati i funerali del piccolo Gian Piero Corrò, di appena 17 mesi, morto il 28 febbraio a causa di un’infezione polmonare. Un piccolo fiore strappato alla vita e alle braccia dei genitori Antonio e Silvia e all’amore della sorellina Maria Francesca, di sette anni. E ancora all’affetto di nonni, zii e cugini.

Gian Piero era morto qualche ora dopo esser stato dimesso dall’ospedale di Ozieri dove era arrivato con febbre e difficoltà respiratorie. «Questo è il momento del dolore e non dei giudizi – sono state le parole del sacerdote – Gian Piero ora è con Dio, e da lì veglierà sui suoi genitori e sulla sua sorellina guardandoli con occhi pieni di luce e accompagnandoli lungo il cammino della loro vita».

Già da quel tragico mercoledì di febbraio la gente di Alà dei Sardi, insieme con tanti amici e parenti arrivati anche da lontano, ha fatto sentire la sua vicinanza ai giovanissimi genitori di Gian Piero nella loro casa, che per giorni è stata meta delle visite di tante persone che non volevano lasciare Antonio e Silvia soli nel loro dolore. Volevano portare aiuto e conforto, far sentire il loro affetto. Una testimonianza che si è ripetuta, e ampliata, da giovedì sera, quando la piccola bara bianca che custodiva il corpicino di Gian Piero è tornata finalmente ad Alà per la veglia funebre nella casa di famiglia. In parrocchia il feretro è arrivato ieri pomeriggio e nei banchi della chiesa si sono stretti tanti parenti e amici e tanti concittadini, mentre all’esterno il paese intero si è fermato per il lutto cittadino proclamato dal sindaco Francesco Ledda, che con questo gesto simbolico ha voluto rimarcare la vicinanza della comunità di Alà alla famiglia. «Quello che è successo – ha detto il primo cittadino – ha toccato tutto il paese, una tragedia che ha colpito una giovane coppia di bravi ragazzi in un modo così drammatico».

Intanto sul fronte dell’inchiesta le indagini della Procura di Sassari vanno avanti. L’infezione polmonare che ha causato la morte del bambino potrebbe esser stata sottovalutata dai medici del “Segni” dove il bimbo era stato visitato e poi dimesso. «Tante mamme sono in apprensione – ha detto Ledda – ma ora bisogna solo cercare di restare accanto alla famiglia e guardare con fiducia al lavoro della magistratura». E nella chiesa gremita è accaduto proprio questo: un grande abbraccio collettivo ai familiari, ai quali ha cercato di dare un po’ di conforto con le sue parole anche don Vittorio Falqui che ha celebrato una cerimonia intensa e commossa. Parole scaturite dal cuore e
ispirate dalla parola di Dio «dalla quale dobbiamo trarre un messaggio di speranza – ha detto il parroco – perché, si legge nell’Apocalisse, ed è questa la speranza che dobbiamo avere e per la quale dobbiamo pregare. Pregare per la famiglia, perché Gian Piero è già nella gloria di Dio».

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro