I tesori provenienti dal passato a guardia del futuro di Martis

Il piccolo paese dell’Anglona punta sul recupero e sulla riqualificazione del centro storico Fra i progetti rendere fruibile la foresta pietrificata di Carrucana affidandola a una coop di giovani

MARTIS. Nel percorrere il corso Umberto, la strada principale del paese (una vera e propria main street, che poi è il tratto urbano della statale 127 Sassari- Tempio) il piccolo centro dell’Anglona si rivela praticamente nella sua interezza. Qui si affacciano infatti l’elegante edificio scolastico, il Palazzo Municipale, le attività commerciali, la piazza centrale che insieme a una sorta di anfiteatro ospita le manifestazioni e le ricorrenze della comunità. Attorno a questo asse si sviluppa però un graziosissimo centro storico, molto curato e ancora abbastanza vissuto, fatto di stradine, vicoli e minuscole piazzette.

Un piccolo gioiello, incastonato con antichi edifici sacri e di cui i martesi vanno molto orgogliosi. Fra le casette del nucleo storico svettano anche grandi palazzi signorili, retaggio dei secoli scorsi, con le loro altane da cui si possono scrutare le verdi colline dell’Anglona. E proprio sul suo centro storico questa comunità sta puntando decisamente per cercare di sconfiggere un’inarrestabile spopolamento che ha fatto finire questo antico centro nel poco rassicurante elenco dei piccoli paesi sardi destinati a scomparire fra qualche decennio. I martesi però resistono e non si rassegnano, anzi rivitalizzare l’antico borgo è diventato il vero obbiettivo delle ultime amministrazioni comunali che le stanno pensando tutte pur di renderlo vivibile e, perché no, appetibile anche ai “forestieri” e ai turisti.

«Abbiamo in effetti diversi programmi in attuazione riguardo alla riqualificazione del centro storico - spiega il sindaco del paese Tiziano Lasia - il primo è quello che ci ha visti primi in classifica nel bando regionale con il punteggio massimo di 34,5 attribuito dalla commissione regionale, con cui abbiamo ottenuto un contributo di 380mila euro per dare corpo al progetto di tutela e valorizzazione del nostro centro storico in un quadro di sviluppo sostenibile, con criteri di innovazione ma nel rispetto della tradizione. In questi giorni stiamo inoltre lavorando insieme ai cittadini per partecipare ai programmi integrati di riordino urbano emanati dalla Regione Sardegna e sono già stati tanti i cittadini che si sono detti interessati a partecipare al bando, che offre la possibilità di recuperare e rendere fruibili vecchie abitazioni e contribuire così al rilancio del nostro piccolo paese. Un altro settore su cui stiamo lavorando è il finanziamento con fondi comunali di nuove imprese per incoraggiare soprattutto i giovani a restare in paese ed aprire nuove attività».

Ma il paese punta anche a darsi una vocazione turistica e in effetti il visitatore avrebbe già degli ottimi motivi per venire a Martis. La misteriosa foresta pietrificata di Carrucana continua ad essere una buona attrattiva essendo un sito unico nel suo genere soprattutto se si riuscirà finalmente a renderlo realmente fruibile magari attraverso la gestione di una cooperativa di giovani che si occupi della sua promozione e del suo possibile sfruttamento a fini turistici. Su una superficie di circa 5 ettari si sviluppa una vasta area paleobotanica costellata da numerosi manicotti derivati dalle incrostazioni originatesi circa 20 milioni di anni fa durante un’eruzione vulcanica, che determinò questo raro fenomeno di fossilizzazione delle ceneri ricche di silicio. Nell’immediata periferia del paese sorge la chiesa romanica di San Pantaleo, eretta tra il 1300 e il 1325, un vero gioiello architettonico che necessita però di importanti interventi di consolidamento visto che attualmente non è più visitabile a causa di alcuni problemi statici evidenziatisi nella torre campanaria che per ironia della sorte è l’unica porzione dell’edificio sottoposta ad un intervento di restauro. Martis vanta anche un sito naturalistico di grande bellezza, la cascata naturale di Triulintas, nella gola di Badde Traes, con un salto di una quindicina di metri sul rio Masino, nei cui pressi sono visibili i resti di un antico mulino ad acqua attivo sino alla metà del secolo scorso. Nel cuore del centro storico sorgono alcuni stupendi edifici sacri. Nella chiesetta di Santa Croce è ospitato un museo di arte sacra che raccoglie una ricca dotazione di paramenti sacri, di argenti e alcune stupende statue lignee fra cui una Dormitio Virginis
del XVI secolo. Nella parrocchiale di San Giuseppe, di più recente costruzione, campeggia infine il grande dipinto del 1595 raffigurante “Il miracolo di San Pantaleo”. Sulla strada per Laerru sorge la chiesetta di San Leonardo, la più piccola chiesa romanica della Sardegna.



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