I ragazzi Albatross nuotano nella storia

Memorabili prestazioni degli atleti sassaresi con disabilità intellettivo relazionale: pioggia di medaglie e un record italiano

SASSARI. Cosa si può fare in 10 minuti? Si possono fare tante cose. Si cucina la pasta, ci si può fare la doccia o mangiare un panino. Ma in 10 minuti si possono anche coprire delle distanze nuotando. Se in questo tempo, 11 minuti e 48 secondi, quattro ragazzi nuotano 800 metri, 200 metri a testa uno dopo l’altro, in quei minuti si fa la storia.

Daniele, Alessandro, Enrico e Matteo sono i nuovi campioni nazionali dei campionati italiani Fisdir (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettivo Relazionale), che si stanno svolgendo in questi giorni a Fermo, e con quel tempo hanno siglato il nuovo record italiano. Significa che nessuna staffetta nazionale era mai riuscita a fare quel tempo in quella gara.

Ma cosa c’è dietro quei 10 minuti? Ci sono genitori che hanno affrontato una diagnosi capitatagli tra capo e collo, per cui i loro bambini non avevano più semplicemente dei nomi, ma hanno iniziato ad essere accompagnati da etichette che suonavano terribili: “autismo”, “disturbo generalizzato dello sviluppo” o “sindrome di Down”. Ci sono famiglie che si sono trovate, senza alcuna preparazione, catapultate in un mondo fatto di medici, educatori, psicologi, insegnanti di sostegno, diagnosi, analisi funzionali, viaggi della speranza, battaglie, tagli, diritti. Ci sono genitori che si sono sentiti in colpa, che “sono stati fatti” sentire in colpa, che si sono sentiti inadeguati, che si sono sentiti soli e incompresi. Ci sono genitori terrorizzati da queste famigerate autonomie che sembravano così lontane da raggiungere: “camminerà?” o “parlerà?”, e che ora si commuovono nel vedere i loro figli viaggiare e girare l’Italia da soli.

Ci sono un esercito di dottori, educatori, fisioterapisti, insegnanti, istruttori e allenatori che accompagnano giorno dopo giorno il percorso di ognuno di loro e ripartono pazientemente da capo quando serve. Quando bisogna spiegare, per cento volte al giorno, che si tocca il bordo alla fine della vasca o che si parte solo al “via”. Quando bisogna essere forti e non cedere a provocazioni o a comportamenti problematici. Ci sono soprattutto loro, gli agonisti del Progetto AlbatroSS rivolto a persone portatrici di disabilità che attraverso il nuoto potenziano la qualità della vita. Albatross è nato nel 2007 su iniziativa di Danilo Russu, responsabile dell’impianto natatorio Libyssonis di Porto Torres e dello psicologo dello sport Manolo Cattari.

Gli agonisti che hanno partecipato allo storico campionato nazionale (provengono da Porto Torres, Sassari, Sorso, Ittiri, Alghero e Olmedo) sono Giovanni Marongiu, Vincenzo Marano, Giuseppe Carta, Simone Carta, Alessandro Muzzu, Gavino Piras, Alessandro Roggio, Daniele Ruiu, Matteo Puggioni ed Enrico Postiglione. Accompagnati dagli allenatori Edoardo Canu e Gabriele Barmina che per 8 ore alla settimana li allenano con passione.

Ormai i ragazzi sono forti e preparati anche sul piano mentale e sanno che orientare i pensieri durante la gara è la chiave del successo perciò Daniele racconta che «stavo pensando ad andare più veloce a raggiungere i miei obbiettivi soprattutto portare la vittoria a casa», ed Enrico: «stavo pensando a nuotare quando l’altro tocca per fare 8 vasche, per poter nuotare veloce come il vento». Sono le parole dei ragazzi a dare il senso dell’impresa: «È un record molto enorme quello che abbiamo fatto, 1 minuto in meno del record precedente» racconta Alessandro. Per Matteo l’emozione è stata tantissima: «Quando ci hanno dato le medaglie e ho capito di aver fatto il nuovo record nazionale ero molto stupito, ero molto contento, felice e onorato». Sono tutti d’accordo con il dedicare la vittoria alle loro famiglie, con l’aggiunta della nipotina Adele per Daniele, del suo educatore per Alessandro, di tutti gli amici per Matteo e di Elena, la sua fidanzata, per Enrico.

Ormai sono una squadra i nuotatori dell’AlbatroSS e sono le parole di Giovanni che danno il senso dell’entusiasmo: «La squadra per me è il progetto AlbatroSS per fare la staffetta, poi scherziamo giochiamo. La piscina nuotare veloci. Siamo tutti quanti a giocare, ballare e scherzare. Quando sono con loro mi sento contento e felice». Insieme alla staffetta arrivano anche l’argento nei 4x100 stile, l’oro di Alessandro nei 50 e 100 rana, il bronzo nei 200 stile di Alessandro, l’oro nei 100 misti di Daniele, l’argento
nei 50 e 100 stile libero, il bronzo nei 100 stile di Giuseppe e il bronzo nei 50 dorso di Simone. Per leggere l’articolo avete impiegato circa 5 minuti, in quel tempo avrebbero nuotato 400 metri. Conviene ricordarlo per non rischiare di pensare che il loro sia uno sport per “poverini”.

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