Il maltempo non ferma la sagra del carciofo

Anche ieri il centro di Uri è stato invaso da centinaia di visitatori-buongustai  Siglato un gemellaggio con Comuni lettoni, romeni, polacchi e spagnoli 

URI. La sagra del carciofo vince la sfida anche contro il maltempo. La giornata, condizionata dalla pioggia e dal forte vento non ha impedito agli organizzatori -Pro loco e amministrazione comunale - di portare avanti la XXVIII edizione della manifestazione che mette in mostra una delle più importanti risorse del territorio: il carciofo. Non si sono registrati i numeri da record, stratosferici, che hanno caratterizzato le ultime edizioni però, nonostante tutto la gente ha risposto. Le code all’ora di pranzo tra gli stand che distribuivano le pietanze a base di carciofo si sono ripetute, con gli ospiti che hanno potuto degustarle all’interno delle tensostrutture, allestite appositamente, seduti al riparo dalla pioggia. Il via alla XXVIII Sagra del carciofo di Uri è stato dato giovedì scorso con l’accoglienza riservata alle autorità arrivate dai comuni di Amata e Rauna dalla Lettonia, la municipalità di La Baña e quella di Santiago di Compostela dalla Spagna, il comune di Sacalaseni dalla Romania e quello dalla Polonia di Suwalki, con le quali la sindaca Lucia Cirroni ha firmato il gemellaggio aderendo al progetto finanziato dal programma “Europa per i Cittadini”. La sagra quindi si apre all’Europa con obiettivi concreti, in particolare, per dare sbocchi occupazionali ai giovani.

«Nonostante il tempo poco clemente la gente ha risposto, tante persone non hanno voluto rinunciare alla sagra – ha detto Lucia Cirroni –. Ci conforta la giornata di sabato dove c’è stata grande partecipazione e questo lo ritengo un successo. Nel complesso è andata bene, non c’è stato il pienone dello scorso anno ma di positivo ho notato tanta affluenza all’interno delle mostre che sono state allestite per l’occasione. Inoltre, con soddisfazione possiamo dire che gli ospiti arrivati da diversi paesi europei hanno apprezzato la sagra, la nostra cultura e le nostre tradizioni ma soprattutto l’ospitalità. È questo che dobbiamo fare emergere, sono questi gli strumenti che ci porteranno a confrontarci con i paesi europei in futuro. Mi preme ringraziare la Pro loco, le associazioni e i privati che hanno contribuito ad arricchire questa manifestazione con eventi collaterali». Angelo Garroni, presidente della Pro loco non si discosta dal pensiero della sindaca: «Il maltempo non ci ha fermato, la sagra ha tenuto fede al suo impegno presentando una serie di piatti a base di carciofo; certo i numeri non sono quelli degli anni scorsi però possiamo dire che gli appassionati e i buongustai sono arrivati e hanno potuto gustare tutte le nostre prelibatezze, questo ci conforta».

La Sagra del carciofo è un viaggio nel gusto ma anche una vetrina che spazia su vari fronti e a testimoniarlo sono state le mostre ognuna delle quali ha scandito la cultura del passato della comunità. Si è potuta visitare in via Roma la cantina museo di Leonardo Mulas, l’antica casa Diaz. Nella chiesa di Santa Croce la mostra “arte sacra e liturgia” a cura della Confraternita di Santa Croce e del gruppo parrocchiale giovanile. Nei locali de “s’iscola ezza”: “Vagavano sulla terra leggeri” a cura
dell’associazione ArcheoUriVagando; “Pane nostrum” a cura del panificio Simula; “Su cosinzu antigu” a cura di Rita Achenza e il “Centro%” a cura del Sevizio civile nazionale. Inoltre, all’interno del vecchio lavatoio la mostra del ferro battuto e “Lavacrum” mostra di arte contemporanea.

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