Le scorte del Lerno crescono ma l’emergenza non è rientrata

Le ultime piogge hanno consentito di far affluire nell’invaso oltre 21 milioni di metri cubi d’acqua  Il Consorzio di bonifica spera di evitare il razionamento nelle campagne della Piana di Chilivani 

OZIERI. Mentre in altre parti della Sardegna le abbondanti piogge che stanno riempiendo i bacini stanno già costringendo a svuotare le dighe, nel comprensorio irriguo di Chilivani servito dalla diga sul Lerno di Pattada la situazione è ancora delicata. Le piogge sono arrivate, ma la diga sul Lerno è ancora lontana dall’essere piena, ciò nonostante negli ultimi giorni il volume d’acqua presente nell’invaso sta aumentando in maniera significativa: ieri il volume era di 21,385 milioni di metri cubi, decisamente più alto rispetto al minimo storico di gennaio che ammontava a circa 10 milioni di metri cubi e destinato a migliorare considerando le previsioni meteo che annunciano altra pioggia in arrivo. Il massimo accumulabile al momento consentito è di 34 milioni di metri cubi, una quota che consentirebbe di affrontare positivamente la prossima stagione irrigua, sempre che il volume di piogge rimanga nella media anche nei mesi estivi, e di evitare l’emergenza dello scorso anno quando dai primi di agosto il Consorzio di Bonifica fu costretto a razionare l’acqua nelle campagne lasciando appena il necessario per abbeverare il bestiame. «La quota di riferimento dell’invaso – dice il presidente del Consorzio del Nord Sardegna Diego Pinna – è in continua e positiva evoluzione, grazie agli abbondanti apporti che stanno caratterizzando il periodo: il flusso di acqua verso il lago è stato veramente importante e in stretto contatto con l’ente gestore della diga, Enas, stiamo monitorando costantemente gli apporti idrici, che si stanno rivelando di soddisfacente entità. Tutto ciò ci induce all’ottimismo per affrontare l’imminente stagione nella Piana di Chilivani». La media normale per soddisfare l’intera stagione è sempre stata intorno ai 12-13 milioni di metri cubi, fatta eccezione, come detto, per l’anomala stagione del 2017, quando le temperature sopra la media e l’assenza di precipitazioni per tutto il periodo irriguo hanno determinato un aumento dei consumi fino a quasi 20 milioni di metri cubi. «Situazione – dice ancora Pinna – che ha creato grave disagio, soprattutto a causa dei limiti ai volumi invasabili che riguardano lo sbarramento, e che hanno costretto l’ente gestore, lo scorso febbraio, a rilasciare a mare milioni di metri cubi che sono mancati nel momento decisivo della stagione». Al momento quindi non c’è nessun allarme, e «sono destituite di ogni fondamento – conclude Pinna – le voci riguardanti perdite o rilasci di acqua
in questi giorni. Nessun problema significativo, oltre a quelli ben noti e sui quali sono in corso gli studi propedeutici a una definitiva soluzione, si è verificato nello sbarramento, pertanto il lago continuerà certamente ad invasare tutti i volumi possibili, fino ai limiti consentiti».

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