Avvocati in astensione per due giorni

La mancata riforma del sistema penitenziario alla base della protesta. Palmieri: il detenuto va tutelato

SASSARI. Stavolta “la materia del contendere” alla base dei due giorni di astensione (ieri e oggi) dalle udienze degli avvocati penalisti è la mancata riforma del sistema penitenziario. «Non siamo stati così ingenui da pensare che il Governo uscente desse seguito al decreto legislativo adottato il 22 dicembre – spiega Marco Palmieri, presidente della camera penale di Sassari – eppure le rassicurazioni del ministro sul punto sembravano precise».

Secondo Palmieri «è preoccupante la mancata approvazione della riforma, o una sua regressiva e/o repressiva rimodulazione, che finirebbe per comprimere e stravolgere la “messa a punto costituzionale” del sistema penitenziario. In particolare preme rendere attuali le norme che puntano a garantire l’esercizio da parte dei detenuti di quei diritti, primo fra tutti quello alla salute, che nemmeno il carcere deve ledere o comprimere». Sente di dover «tranquillizzare quanti non conoscono le pieghe della riforma», il presidente della camera penale sassarese: «Non contiene alcuno spirito “buonista”, alcuna indulgenza votata allo “svuotacarceri”, alcuna “liberatoria” per soggetti che abbiano commesso i crimini più gravi. Credo che concedere l’opportunità a soggetti che abbiano sbagliato, e che lo Stato ha legittimamente condannato, di essere e diventare cittadini migliori, significhi conferire un servizio alla collettività».

Poi Palmieri tocca un altro tema cruciale: la salute dei detenuti, in particolare a Bancali. «Credo che gli operatori medici e infermieristici facciano il massimo, ma ritengo sia utile comprendere in che situazione ambientale facciano il massimo. In particolare credo ci sia un settore debole, quello della cura del malato “psichiatrico”. Avevo sentito parlare della creazione di una sorta di struttura interna, forse mai decollata, o decollata e poi “abortita”. Credo che i soggetti con disturbi della personalità, o comunque pazienti psichiatrici, che spesso danno vita a tentativi autolesionistici o suicidiari, necessitino di un’attenzione, un monitoraggio, un’accoglienza peculiari». E a questo proposito aggiunge: «La Camera penale di Sassari auspica
la migliore collaborazione possibile con tutti gli operatori del settore, per fare in modo che il sistema giustizia – e in particolare quello carcerario – operino e facciano lavorare anche gli avvocati nel miglior modo possibile, per garantire massima tutela al detenuto». (na.co.)

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