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Bessude, il paese che parla con i colori dei murales

Le opere realizzate da artisti di tutto il mondo abbelliscono il centro storico

INVIATA A BESSUDE. Il conto delle anime a Bessude, nonostante la nascita di tre nuovi bambini nel 2017, è sempre in passivo. Il piccolo paese del Meilogu, incastonato tra le pendici del monte Pelao e i boschi di Littu, anche se non ufficialmente, è fra quelli a rischio estinzione. I suoi circa 500 abitanti sono per la maggior parte anziani - ci sono anche due ultracentenarie - e chi è ancora in età lavorativa spesso è dipendente dei caseifici di Thiesi, quattro chilometri di distanza, vero punto di riferimento per questo pugno di case colorate. Sì, perché il pregevole centro storico del paese, caratterizzato da una bella pavimentazione in basalto, è arricchito dalla presenza di tanti murales. «Fino a qualche anno fa d’estate si teneva un raduno internazionale di muralisti - racconta il sindaco Roberto Marras, da tre anni alla guida del piccolo centro -. Grazie all’iniziativa del Servizio Civile Internazionale arrivavano artisti da tutto il mondo. E hanno lasciato la loro impronta».

È vero. Passeggiando tra la piazza Santa Croce, la via monsignor Cabras, la via San Martino e i vicoli lì intorno ci si imbatte all’improvviso in scene subacquee immaginarie, si rischia di perdersi tra i paesaggi tropicali, al cospetto di fiori giganteschi e sguardi penetranti di visi sardi in formato 5 metri per 4, l’intera facciata di una casa, per intendersi. Il sindaco va particolarmente fiero di un grande affresco in piazza Santa Croce, situato accanto a una delle tre chiese che “affollano” il microcentro. Racconta una tragica storia: quella del tredicenne Antonio Tanca che perse la vita in uno spaventoso incendio scoppiato in paese il 3 agosto del 1988. Nell’immagine il ragazzo si staglia sullo sfondo che raffigura tutta Bessude. Altre opere sono firmate da artisti cubani, tedeschi, molti del territorio di Sassari come Aline Spada e Mario Gaspa, la maggior parte da Pina Monne, artista arcinota nel Meilogu dove ha firmato tante opere murales. I primi dipinti sono stati realizzati negli anni Novanta ma la storia del paese annovera una grande manifestazione di protesta “a colpi” di pennello contro i tagli che nel 2012 cominciavano a mettere a dura prova l’esistenza stessa di certi nuclei abitativi. Quell’anno arrivarono a Bessude tanti artisti che descrissero la rabbia dei residenti di essere stati abbandonati dallo Stato attraverso i colori “sparati” dalle facciate delle case. Quello fu il momento apicale di un percorso di arte e politica. Da alcune estati l’iniziativa non si tiene più: «Problemi organizzativi - spiega il sindaco - e anche economici. Bisogna sempre fare i conti al centesimo per far andare avanti la gestione amministrativa. Come in tutti i Comuni della Sardegna i fondi a disposizione sono esigui e ci si deve barcamenare tra i vincoli di bilancio». Per fortuna adesso si è aperta la finestra degli “spazi finanziari” e così anche a Bessude si può pensare alla realizzazione di qualche progetto. Alcuni giorni fa la routine quotidiana è stata “smossa” dal sopralluogo dei tecnici responsabili della posa dei cavi per la fibra ottica mentre il Comune sta varando la sostituzione dell’ultima parte di pavimentazione in centro per eliminare il porfido (materiale estraneo alla Sardegna), che si calpesta ancora in alcune frazioni del centro.

Per il resto il paese va avanti nella sua consueta tranquillità. In particolare nelle mattinate d’inverno il centro è particolarmente sonnolento. Chi lavora e chi va a scuola si sposta in altri centri, di solito Thiesi, gli anziani invece stanno in casa, solo qualcuno è in giro per commissioni: alle poste oppure in farmacia o in Comune. Gli altri presidi come la banca e la scuola hanno chiuso i battenti già da anni, accorpati in paesi con un maggior numero di abitanti.

Bessude però non si scoraggia e si propone ai visitatori per le bellezze storiche delle sue chiese: San Martino è la parrocchia dedicata al santo patrono. Si erge al centro del paese e venne costruita nel 1620 quando si dovette abbandonare quella, più antica, di San Leonardo. Quest’ultima medioevale, di pregevole architettura sorge dove anticamente si trovava il cimitero e ha una sua eleganza anche la terza imponente chiesa, quella di Santa Croce, restaurata negli anni scorsi. Occasionalmente è utilizzata per il culto, più spesso per qualche mostra o altre manifestazioni simili che attirano un certo numero di visitatori. Luoghi di culto che non passano inosservati in un centro matrice minuscolo. D’altra parte gli stessi personaggi che hanno segnato in qualche modo la storia di Bessude sono tutti legati alla Chiesa. È intitolata a monsignor Giuliano Cabras la via principale: fu insegnante di teologia e poi coadiutore dell’arcivescovo di Sassari. E si ricordano il gesuita Francesco Carboni, poeta e latinista ed Emanuele Marongio, arcivescovo di Cagliari. Di questi personaggi restano le nobili abitazioni che il Comune di Bessude ha acquisito per restaurarle e renderle visitabili.