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Carte vincenti? Il passato e i “ciciones”

BESSUDE. È il passato la carta vincente di Bessude, paese antico il cui nome affonda le radici addirittura nella lingua latina. La leggenda dice che tutto nasce da un piccolo torrente, su riu de mesu...

BESSUDE. È il passato la carta vincente di Bessude, paese antico il cui nome affonda le radici addirittura nella lingua latina. La leggenda dice che tutto nasce da un piccolo torrente, su riu de mesu idda, ora ricoperto e quindi quasi invisibile. Su questo corso d’acqua si fondava la leggenda paesana - che veniva raccontata a tutti i bambini - dell’origine del nome di Bessude (le due sponde del corso d’acqua, due onde, bis undas in latino). Così si legge in un sito, Il paese di Bessude, realizzato con cura da un medico, Filippo Pinna, appassionato della storia del suo paese.

Ma Bessude può contare anche su tutte le emergenze archeologiche che lo circondano e che condivide con i paesi vicini come Thiesi e Siligo. A nord, ai confini con il territorio di Siligo, rimangono ancora i muri perimetrali della chiesa di San Teodoro, poco distante dall’omonimo nuraghe (oggetto qualche anno fa di una breve campagna di pulizia e scavi). A Pelao, invece, sono ancora evidenti i massi perimetrali di un altro nuraghe: Nuraghe S’Ena. E poi ci sono domus de janas sparse un po’ in tutto il territorio circostante. Sepolto da materiale di scarto un masso su crastu 'e Funari che, come spiega Pinna, era all’origine di un’altra leggenda: pare vi abitasse una strega che ad agosto scendeva in paese e per rabbonirla i paesani le facevano trovare sulla finestra un piatto di pasta. Magari di “ciociones”, i tipici gnocchetti piccolissimi fatti a mano a cui è dedicata la sagra estiva che attira un gran numero di visitatori. In quell’occasione si celebra anche la “mendula bellinda”, un delizioso dolce a base di mandorle ricoperte di zucchero. (g.g.)