Sgombero molo turistico 120 barche cercano posto

Diportisti in crisi: «Mancano spazi alternativi e 60 giorni di tempo sono pochi» Provvedimento di Authority e Capitaneria. Pontile da due anni senza gestione

PORTO TORRES. Preoccupazione e disagio da parte dei diportisti che hanno difficoltà a trovare una sistemazione urgente alle 120 imbarcazioni dopo l’ingiunzione di sgombero dallo specchio acqueo del molo turistico. Un provvedimento firmato giovedì scorso dall’Autorità di sistema portuale e dalla Capitaneria di porto. La decisione dei due Enti pubblici era comunque nell’aria da tempo - dopo una mancata gestione della struttura portuale che dura da oltre due anni - e i proprietari delle imbarcazioni sostengono che in 60 giorni non è possibile trovare una sistemazione, anche per l’insufficienza degli spazi portuali. Soprattutto in considerazione della tipologia e delle dimensioni delle barche: alcune a vela latina hanno infatti la struttura in legno e molte altre sono superiori ai 10 metri, e non è quindi facile trovare ormeggi negli spazi nautici locali o portarle a terra nei cantieri. La decisione dell’Authority è conseguente alle attività di manutenzione nella maggior parte dei pontili danneggiati, dopo il resoconto della perizia subacquea delle scorse settimane, dove ci sono criticità importanti che potrebbero compromettere la stabilità strutturale.

Appello dei diportisti. «Noi chiediamo ad Autorità di sistema portuale e Capitaneria di porto di trovare una soluzione per poter spostare temporaneamente le nostre barche nello stesso specchio acqueo – dice il rappresentante dei diportisti Franco Gianino –, cominciando magari i lavori dalla testata del porto e dalla prima banchina del molo. Non è per niente facile spostare così tante barche di grandi dimensioni, distribuite nei vari pontili, e crediamo che debbano essere l’Autorità portuale e la Capitaneria a trovare la soluzione tecnica migliore per mantenere questo “indotto” a Porto Torres».

Interrogazione consiliare. Un argomento scottante quello della sistemazione delle barche dopo l’ingiunzione di rimozione, che approderà anche in consiglio comunale attraverso l’interrogazione al sindaco di Alessandro Carta. Anche se la questione risulta essere di competenza dell’Ente di gestione portuale, secondo Carta chi ha subito il danno di immagine negli ultimi ventisei mesi è la città e non di certo l’Autorità di sistema. «L’amministrazione comunale ha il dovere di intervenire per gestire e tutelare chi ha scelto il nostro porto per ormeggiare la propria imbarcazione – dice l’esponente di Autonomia Popolare –, impegnandosi a indicare una soluzione transitoria ma congrua al problema, per individuare una collocazione temporanea alle centinaia di unità ormeggiate nel porto turistico». Due le soluzioni che l’amministrazione, secondo il consigliere, dovrebbe cercare di prendere in seria considerazione. L’ipotesi, ove percorribile, di programmare nelle fasi successive gli interventi manutentivi ai pontili e ai relativi ormeggi, in modo da poter liberare i pontili dalle unità ormeggiate uno alla volta, evitando così la
rimozione complessiva di un numero così consistente di unità. Oppure la possibilità di individuare uno specchio acqueo per un ormeggio provvisorio o un’area inutilizzata per la messa in sicurezza delle imbarcazioni in attesa che venga ripristinata la normalità anche nel molo turistico.

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