Minaccia ragazzini 82enne a processo

Stanco dei petardi esce di casa con una vecchia pistola L’imputato di Cossoine: non ne potevo più, erano “bombe”

COSSOINE. Lui 82 anni, cardiopatico, diabetico, reduce da un intervento al rene, quella sera di dicembre non ne poteva più delle continue esplosioni di petardi sotto la sua abitazione, a Cossoine. E non solo: «Ne lanciavano anche due o tre tutti insieme nel cortile interno. Signor giudice, ogni volta tremava tutta la casa, saltavo sulla sedia dallo spavento». Esasperato a tal punto da raggiungere la fuciliera – da buon cacciatore aveva le armi ben custodite – per prendere una vecchia pistola, scarica e ovviamente detenuta legalmente. Ha fatto qualche passo, ha aperto il portone di casa e dalla soglia, con l’arma in pugno, ha urlato contro quel gruppo di ragazzini che sono fuggiti a gambe levate terrorizzati. Uno di loro ha raccontato al proprio padre quello che era successo e il genitore ha chiamato i carabinieri e ha denunciato l’anziano.

Ieri mattina, davanti al giudice Marinaro, l’uomo accusato di porto illegale d’arma in luogo pubblico e minacce si è sottoposto a esame. Ha raccontato la sua versione dei fatti precisando come prima cosa che non aveva minacciato quei ragazzini che nemmeno aveva mai visto: «Li volevo solo spaventare, per questo ho preso quella vecchia pistola». E sicuramente è riuscito nell’intento, considerato che sono scappati a gambe levate subito dopo. «Per tutta la sera hanno esploso un petardo dopo l’altro – ha raccontato l’anziano assistito dal suo avvocato Gian Mario Fois – io sono malato e quando a un certo punto ne hanno lanciato tre o quattro tutti insieme nel cortile ho pensato fosse una bomba tanto era stata forte l’esplosione».

In aula è stato chiamato come teste della difesa un conoscente dell’imputato che ha raccontato come qualche ora prima fosse andato a trovare l’anziano e per tutta la durata della visita avesse sentito anche lui una continua esplosione di petardi. Quando,
al momento di andare via, l’ottantaduenne lo aveva accompagnato alla porta aveva visto dei ragazzini che anche in quell’occasione erano scappati. Per poi tornare subito dopo. La parte offesa era rappresentata dall’avvocato Luca Diaz. Il processo è stato aggiornato per la discussione.

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