Completata la mappatura di Sant’Antioco di Bisarcio

I rilievi sono stati eseguiti da 15 ragazzi che partecipano a un corso di formazione I dati raccolti faciliteranno la ricerca e serviranno anche all’accoglienza turistica

OZIERI. Dati importanti, utilizzabili dagli studiosi ma anche ai fini della fruizione turistica, stanno emergendo dall’attività di rilievo integrale e tridimensionale del complesso medievale di Sant’Antioco di Bisarcio. Un progetto in cui viene simulata una azione di impresa specializzata in rilievi, acquisizioni ed analisi 3D, promosso dall’università di Sassari con l’assessorato alla Cultura del Comune e con la Soprintendenza per Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, e che fa parte di un corso di formazione per “Tecnico per il rilievo 3D di beni culturali e ambientali” che si sta svolgendo in parallelo a Sassari e Nuoro (in collaborazione rispettivamente con Rti iForm e Lariso Onlus) con le attività di Alternanza scuola-lavoro. Finanziato dalla Regione tramite i fondi dell’Obiettivo 8.5 del Por 2014-2020 Green&Blue Economy, ha visto la partecipazione di quindici ragazzi provenienti da tutto il Nord Sardegna, che con la guida e la collaborazione scientifica del Dipartimento di architettura, design e urbanistica dell’università di Sassari (nello specifico il laboratorio ProSit coordinato dal professor Maurizio Minchilli) hanno eseguito sul sito medievale centinaia di acquisizioni fotogrammetriche, in esterni e interni, e un inquadramento topografico di alta precisione. A breve, a conclusione del progetto (prevista entro aprile), sarà inoltre completata la copertura di tutta l’area del sito con una ripresa aero-fotogrammetrica a quota ultra bassa per analizzare le coperture, il campanile e il territorio circostante. Si insisterà in particolare sul dettaglio dei terreni circostanti la chiesa, dove come si sa da anni si svolgono accurati scavi e analisi archeologiche che hanno permesso di rinvenire numerosi reperti di epoca medievale. Studi che hanno trovato spazio anche nel corso per i tecnici, i cui partecipanti, a conclusione del lavoro sinora svolto, hanno potuto conoscere nel dettaglio la storia e i segreti attraverso una “lezione” tenuta dal direttore del museo civico di Ozieri Giovanni Frau, che ha risposto ai vari quesiti emersi durante le operazioni di mappatura. Formazione di altissimo livello, quindi, ma anche una raccolta di dati che, come spiega l’assessore comunale alla Cultura Ilenia Satta, potranno rivelarsi utilissimi come «ambiente di analisi e sviluppo per gli studiosi e, opportunamente resi fruibili, per la divulgazione turistica». La mappatura, infatti, produrrà «una grande quantità di dati, come nuvole di punti e texture tridimensionali, rilievi numerici delle volumetrie, modelli digitali del fabbricato, delle coperture e dei terreni circostanti, orto-foto aeree e dei paramenti murari e un Sistema Informativo Geografico».

«Il progetto formativo sperimentato a Bisarcio - spiegano i curatori - nasce con l’obiettivo di formare esperti sulle tecnologie del rilievo metrico tridimensionale rivolto alla catalogazione, all’analisi geometrica e qualitativa, alla ricostruzione e alla visualizzazione tridimensionale di beni architettonici, siti e reperti storici e archeologici e ambienti naturali. Le tecnologie fornite ai partecipanti
del gruppo operante a Sassari, 15 in totale, provenienti dal nord Sardegna, spaziano dalle applicazioni di rilievo topografico di dettaglio al posizionamento satellitare, alla fotogrammetria digitale applicata a riprese sia da terra che da bordo di sistemi a pilotaggio remoto.

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