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Divina Provvidenza, lavoratori in Consiglio

I dipendenti della casa di riposo da 8 mesi senza stipendio. La vertenza è a un passo dalla svolta

SASSARI. Da otto mesi senza stipendio e con un futuro tutto da decifrare, i dipendenti della casa di riposo “Divina Provvidenza” hanno portato la loro disperazione nell’aula del consiglio comunale, e poi a tu per tu con la giunta. La loro vertenza potrebbe essere a un passo dalla svolta: domani il Cda della Fondazione che gestisce la struttura proporrà ai sindacati un accordo per il pagamento degli arretrati.

La proposta, letta davanti al Consiglio comunale dall’assessora alle Politiche sociali, Monica Spanedda, prevede per i 31 lavoratori il pagamento a fine mese dello stipendio di marzo, più gli emolumenti rimasti insoluti da agosto a novembre 2017. Il resto degli stipendi arretrati sarà versato ai dipendenti in quaranta quote, che si aggiungeranno alle paghe mensili. In cambio i lavoratori dovranno ritirare i decreti ingiuntivi con cui nei giorni scorsi hanno ottenuto il pignoramento dei conti correnti della casa di riposo, compreso il credito che la Divina Provvidenza vanta nei confronti della Regione. Un accordo che il Csa, il sindacato autonomo che vanta il maggior numero di tesserati all’interno della casa di riposo di via Taddei, ha già respinto: «Quell’accordo non lo accetteremo mai», ha chiarito il segretario regionale Csa, Giovanni Piras, davanti al sindaco, alla giunta e ai capigruppo, nell’incontro che si è tenuto a Palazzo Ducale a margine dei lavori del Consiglio, durante i quali è stato discusso un ordine del giorno sulla Divina Provvidenza, presentato dalla consigliera del Movimento 5 stelle, Desirè Manca. «L’accordo di cui parlate contraddice una precedente intesa che il vicepresidente della Fondazione, Roberto Boiano, aveva stretto con noi la scorsa settimana», ha precisato Piras. «Noi ci eravamo impegnati a ritirare i decreti ingiuntivi liberando così i 400mila euro di finanziamento regionale, e il Cda aveva garantito il versamento degli stipendi di marzo, e di concordare in seguito, insieme con noi, il pagamento degli arretrati, compresa la tredicesima 2017. Una parte dei soldi di quel finanziamento sarebbe rimasta a disposizione della Fondazione per migliorare le strutture e l’organizzazione aziendale».

Oggi è previsto un nuovo incontro per formalizzare la proposta del consiglio d’amministrazione, ma il Csa non arretrerà di un millimetro: «Per noi quella proposta è inaccettabile». L’ordine del giorno presentato in Consiglio dal M5S, oltre a denunciare il
mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori, invita la Giunta a controllare tramite il suo rappresentante nel Cda, la gestione della casa di riposo: «La mensa è stata chiusa e il servizio è stato affidato a una cooperativa esterna del cui Cda fa parte anche un socio della Fondazione».

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