Rapine in città e a Porto Torres, 2 arresti

Svolta nelle indagini della squadra mobile sui colpi ai danni di un “compro oro” e di un tabaccaio. C’è un terzo indagato

SASSARI. Cercando gli autori di una rapina commessa a Sassari, la polizia ha scoperto anche quelli che svaligiarono una tabaccheria a Porto Torres. La squadra mobile della questura ha chiuso le indagini su due rapine-fotocopia commesse, a un mese di distanza una dall’altra, con lo stesso schema da criminalità metropolitana. A incastrare i due presunti responsabili, oltre una montagna di prove e di indizi, c’è anche il risultato positivo del test del Dna.

La svolta, ieri mattina, con gli arresti di due pregiudicati: Giuseppe Ellena, 57 anni, sassarese; e Mario Piredda, 53 anni, di Porto Torres. I due sono finiti a Bancali con decine di pagine da leggere. Si tratta della ordinanza di custodia cautelare emessa nei loro confonti dal gip Michele Contini su richiesta del sostituto procuratore Giovanni Porcheddu. Le indagini sono state fatte dagli investigatori guidati dal dirigente Dario Mongiovì e, in una fase iniziale, dalla vice questore e capo di gabinetto Bibiana Pala che nel novembre scorso, quando dirigeva la Mobile, avviò l’indagine che potrebbe riservare nuovi nuovi colpi di scena.

Tutto comincia la sera del 7 novembre 2017: in via Vienna, il dipendente del compro oro di viale Trento sta per salire nella sua auto quando viene affiancato da due uomini a bordo di uno scooter. Sotto la minaccia di una pistola, i due costringono la loro vittima a consegnare metallo prezioso per un valore di 45mila euro. Poi scappano. Il rapinato memorizza alcuni numeri della targa dello scooter e fornisce alla polizia una descrizione dei due rapinatori. Materiale prezioso per la squadra mobile, che si è avvalsa anche delle immagini provenienti dagli impianti di video sorveglianza. Lo scooter, risultato rubato in viale Trento a Sassari, verrà ritrovato bruciato poco distante dalla abitazione di Giuseppe Ellena. A casa dell’uomo, oltre a una collezione di monete antiche rubate, la polizia trova oggetti e indumenti inequivocabilmente collegati alla rapina di via Vienna. Agli investigatori che gli chiedono spiegazioni su una vistosa ferita a una gamba , Ellena attribuisce a un recente incidente motociclistico.

In realtà, questa la tesi degli investigatori, l’uomo si era procurato quelle ferite il 6 ottobre a Porto Torres, cadendo dalla moto che era stata speronata dalla vittima di una rapina. Quel rapinatore, dice adesso la prova del Dna, era proprio Giuseppe Ellena. Il suo complice è Mario Piredda che ha anche lui lasciato abbondanti tracce biologiche sul selciato portotorrese.

La rapina di Porto Torres e quella di via Vienna sono quindi opera di criminali seriali. Pressoché identiche le modalità di esecuzione, con una sola variante. Se a Sassari è “bastato” minacciare il dipendente del “compro oro” puntandogli una pistola alla schiena, a Porto Torres i due malviventi avevano aggredito il tabaccaio e gli avevano spruzzato spray urticante negli occhi. Dopo avere afferrato un borsello contenente gli incassi della tabaccheria, i due erano fuggiti a bordo di uno scooter, ma erano stati inseguiti dal tabaccaio con la propria auto che li aveva speronati e fatti cadere. Era seguita una colluttazione al termine della quale i banditi erano riusciti a fuggire con undicimila euro.

Le tracce biologiche repertate dai carabinieri sulla scena del crimine sono compatibili con il patrimonio genetico di entrambi gli imputati. Ieri mattina il personale della squadra Mobile è andato a prelevare i due indagati nelle rispettive abitazioni. A casa di Mario Piredda, dove l’uomo si trovava da due giorni agli arresti domiciliari per un altro reato, è stata trovata sostanza stupefacente.

Nei guai è anche un amico del portotorrese. All’epoca della rapina al tabaccaio, Mario Piredda era ricercato per altri reati e proprio per questo il 28 novembre scorso era stato arrestato
dalla Mobile che avevano passato al setaccio la sua abitazione trovando materiale di grande interesse per la indagine sulle rapine seriali. Al momento dell’arresto, Piredda era in compagnia di M.F., 54 anni, di Porto Torres. L’uomo adesso è indagato per il reato di favoreggiamento.

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