Accordo sugli arretrati alla casa di riposo

Svolta nella vertenza: verbale di conciliazione tra sindacati e “Divina Provvidenza”. La Csa non firma

SASSARI. Firmato l’accordo tra sindacati e Fondazione alla casa di riposo Divina Provvidenza. Ieri mattina nell’istituto di piazza Sant’Agostino, Cgil, Cisl e Uil rappresentati da Pierpaolo Spanedda Armado Ruzzetto e Augusto Ogana insieme con il presidente del cda della Fondazione, Giuseppe Boccia hanno messo nero su bianco l’intesa per il pagamento degli otto mesi di stipendi arretrati. Con un verbale di conciliazione secondo codice di procedura civile che garantisce i lavoratori da possibili future “inadempienze” da parte dell’istituto, ma vincola i dipendenti a desistere dalle azioni legali intraprese e a non avviarne altre per il recupero dei crediti. Non ha firmato la Csa, il sindacato autonomo, il cui segretario Giovanni Piras aveva definito l’accordo inaccettabile e che ha sostenuto 13 dei 40 lavoratori nei pignoramenti dei conti e del finanziamento di 300mila euro erogato una tantum dalla Regione a favore della struttura di assistenza ad anziani non autosufficienti.

Nel dettaglio la “Divina Provvidenza” provvederà entro il 30 aprile prossimo al pagamento del residuo delle spettanze del mese di agosto 2017, degli stipendi di settembre, ottobre e novembre 2017 del 25 per cento della tredicesima 2017 e della retribuzione di marzo 2018. Dal prossimo maggio assicurerà il pagamento dello stipendio entro il 15 di ogni mese. Il pagamento dei restanti mesi di dicembre 2017, il saldo della tredicesima dello scorso anno e le competenze di gennaio e febbraio 2018 sarà suddiviso in 40 rate mensili, a partire da giugno. Solo in caso di mancato pagamento oltre il trentesimo giorno di quanto previsto dall’accordo i lavoratori potranno agire legalmente per il recupero delle somme dovute.

«È un accordo che ci fa sperare e che ci consente di guardare con ottimismo al futuro – dice il presidente Giuseppe Boccia –. La Fondazione sta mettendo in atto tutti gli interventi necessari perché la Casa Divina Provvidenza possa continuare a occupare i lavoratori e a dare un servizio alla cittadinanza. Il piano industriale che avevamo formulato nei mesi scorsi – prosegue Boccia – prevedeva una serie di interventi, oltre il progressivo pagamento degli emolumenti vantati dai dipendenti sui quali ora ci siamo formalmente impegnati. E cioè la manutenzione straordinaria dell’edificio “Sant’Anna” dove sono alloggiati gli ospiti per rilanciare l’intera struttura, e il recupero e riutilizzo degli edifici di proprietà per incrementare ulteriormente le possibilità di crescita economica. Lo stesso piano industriale si prefigge di raggiungere il numero di 99 ospiti, che consentirà il pareggio dei conti». Al momento, infatti, nella casa sono ospitate meno di novanta persone. Boccia aggiunge che si sta intanto lavorando per la messa a norma della mensa, affinché possa essere riaperta in tempi brevi.

«Ci siamo assunti una forte responsabilità nei confronti dell’utenza e dei lavoratori – commentano
Cgil, Cisl e Uil –. Abbiamo raggiunto il risultato di salvaguardare i posti di lavoro, tutelando i dipendenti nel caso la “Divina Provvidenza” non rispetti quanto è stato sottoscritto. Siamo convinti che è una struttura fondamentale per il territorio e come tale deve essere difesa».

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