L’INCHIESTA 

Morte per aneurisma: i medici indagati sono 11

SASSARI. L’autopsia era un atto dovuto. Non c’erano grandi aspettative da un esame arrivato dopo due interventi chirurgici e un’emorragia devastante causata dalla rottura dell’aorta femorale. Cosa...

SASSARI. L’autopsia era un atto dovuto. Non c’erano grandi aspettative da un esame arrivato dopo due interventi chirurgici e un’emorragia devastante causata dalla rottura dell’aorta femorale. Cosa non abbia funzionato nel ricovero e nelle cure prestate a Carlo Dessole, il pensionato di 73 anni morto mercoledì 14 marzo dopo un’operazione avvenuta la domenica precedente, si chiarirà meglio dall’esame delle cartelle cliniche e dalla tempistica delle prestazioni ricevute. Intanto i magistrati Paolo Piras e Maria Angioni hanno iscritto nel registro degli indagati 11 medici, coinvolgendo nell’inchiesta tutto lo staff del reparto di Chirurgia Vascolare delle Cliniche, a partire dal direttore sino agli specializzandi. Le eventuali responsabilità dirette si chiariranno meglio più avanti, e non è escluso che gli avvisi di garanzia possano riguardare anche i vertici dell’Aou. Perché sulla morte di Dessole potrebbe aver influito una sottovalutazione della gravità clinica del paziente (arrivato al pronto soccorso con una diagnosi di rischio aneurisma) e un ritardo sia nel fissare un intervento risolutivo, e sia nell’eseguire l’operazione chirurgica quando la situazione è precipitata e si è trasformata in emergenza estrema. La Procura si concentra su due aspetti: il primo è una delibera dell’Aou pubblicata il 7 marzo nell’albo pretorio, dove i vertici aziendali ammettono di non possedere professionalità interne adeguate per sostituire in sala operatoria il primario Martelli, e stipulano una convenzione con Nuoro per avvalersi della consulenza del primario Fadda. Ci sono due criticità nell’accordo: il primo è che Fadda offre la sua disponibilità compatibilmente agli impegni lavorativi nella sua sede. E il secondo è la distanza chilometrica tra Nuoro e Sassari. Significa che per gli interventi programmati non c’è alcun problema di copertura, ma sulle emergenze sorgono le difficoltà. E infatti, domenica 11 marzo, succede l’imprevisto: Carlo Dessole, il cui intervento era stato fissato dall’Aou in elezione (senza pericolo di vita) per il 13 marzo, si aggrava improvvisamente. Alle 20,20 è in pieno aneurisma. Il primario Martelli non è a Sassari, e il dottor Fadda è a Nuoro. Il paziente finisce sotto i ferri dopo la mezzanotte, 4 ore dopo la rottura dell’aorta, quando l’emorragia è irrefrenabile. Altro elemento: la data dell’operazione. Dessole viene ricoverato lunedì 5 marzo e i figli sostengono che il primo intervento fosse già programmato per giovedì 8. L’Aou invece
non conferma la calendarizzazione. Anzi dice che prima di martedì 13 fosse impossibile operare per mancanza di stent. Pare invece, e gli inquirenti accerteranno questo aspetto, che la protesi fosse disponibile dal giovedì, tre giorni prima dell’aneurisma e del decesso. (lu.so.)

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