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Trenitalia sposta i binari? Sindaca di Giave in guerra

La prima cittadina si oppone al progetto di variante per l’alta velocità «Gravi danni per l’economia agropastorale e per il patrimonio archeologico»

GIAVE. Il Comune di Giave ancora in prima linea per la difesa del territorio con un No deciso alla proposta della società Italferr di effettuare una variante al tracciato ferroviario finalizzata al passaggio dei treni ad alta velocità. «L’annunciata variante - si legge nella comunicazione firmata dalla sindaca Maria Antonietta Uras e indirizzata fra gli altri al Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, all’assessore regionale ai Trasporti e alla Soprintendenza per i Beni archeologici - interferisce pesantemente con l’economia del territorio comunale. Gli espropri conseguenti causerebbero grave disagio tra gli allevatori che vedrebbero i loro terreni di pascolo frammentati dai binari e non si potranno evitare gravi danni per le attività agropastorali». La sindaca sottolinea anche l’aspetto della sicurezza perché «la costruzione di una galleria di oltre due chilometri a qualche centinaio di metri di profondità e di un viadotto comporterebbe l’estrazione e la movimentazione di una grande quantità di materiali di scavo la cui possibile pericolosità è tutta ancora da valutare, compreso l’impatto con le falde acquifere».

Ma uno dei punti principali di dissenso espresso dall’amministrazione di Giave riguarda la tutela del patrimonio culturale del territorio: «Il progetto preliminare di variante ferroviaria nel tratto Bonorva-Torralba non risolverebbe di certo le criticità legate alla presenza del nuraghe Oes a pochi metri dall’attuale linea ferroviaria. Anzi, il passaggio dei treni ad alta velocità a così breve distanza potrebbe creare vibrazioni dannose per la staticità del monumento. Fra l’altro Nuraghe Oes presto sarà interessato da un’attività di messa in sicurezza e valorizzazione per la conseguente apertura al pubblico che porterà anche alla creazione del Museo del nuraghe».

Ma fra i motivi dell’opposizione ce n’è una che richiama una battaglia che la sindaca Uras ha portato avanti anche attraverso azioni clamorose. Ed è quella della temporanea chiusura della stazione ferroviaria di Giave. La sindaca era arrivata a incatenarsi al cancello della stazione vicinissima alla 131 per scongiurarne la disattivazione. Il progetto di variante secondo Maria Antonietta Uras metterebbe di nuovo a rischio la piccola stazione: «I servizi ferroviari per i viaggiatori verrebbero vanificati mentre al contrario sarebbe necessario incrementarli per aumentare l’offerta di trasporto alternativo a quello privato e su gomme». (g.g.)