Bar e pescherie, la carica degli under 30

I primi a credere nel rilancio sono i ragazzi, e dopo la crisi le serrande iniziano ad aprirsi di nuovo

TISSI. «Noi qui abbiamo deciso di vivere, a tempo pieno. Anche la sera, o il fine settimana. Qui abbiamo deciso di crescere. E di costruirci il nostro futuro». Hanno alzato la serranda da pochi giorni Mariafrancesa Tiana ed Elisa Deledda, 24 e 23 anni, e la loro scommessa è coraggiosa. “Nemo” infatti è l’unica pescheria del paese.

«Volevamo provare a creare un’impresa – raccontano mentre servono i primi clienti della giornata –. Abbiamo studiato cosa mancava. E partecipato a un bando regionale per il microcredito per dare gambe al nostro progetto. Siamo un po’ spaventate, certo, ma fiduciose. E molto contente di aver dato sostanza ai nostri sogni e alla voglia di costruire qui il nostro futuro».

Sui loro risparmi hanno contato invece Stefano Chessa e Agostino Demelas, 28 e 29 anni, un passato da manovali e ora gestori del bar “Sos cumpà” in via Municipale. «Non è facile – raccontano – ma da qualche parte bisogna pure iniziare. E siamo sicuri che il cammino, in un modo o nell’altro, sarà lungo. E sarà a Tissi soprattutto».

«Il fatto che i giovani vogliano mettersi di nuovo in gioco è importante – sottolinea Valentino Fiori,
proprietario dello storico tabacchino del paese –. Sono stati anni difficili, e la crisi, come dappertutto, ha picchiato duro. Ma ci sono anche segnali incoraggianti. C’è una voglia di ripartire, testimoniata anche dal coraggio di questi ragazzi. Che vanno aiutati in tutte le maniere».

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